Viene definito come infortunio sul lavoro ogni lesione originata, in occasione di lavoro, da causa violenta che determini la morte della persona o ne abolisca o comunque ne menomi permanentemente o temporaneamente la capacità lavorativa. Per essere riconosciuto come infortunio indennizzabile deve avere tre caratteristiche fondamentali, quali: la lesione, la causa violenta e l’occasione di lavoro.



L’istituto che si occupa di indennizzare, tra gli svariati compiti che ricopre, gli infortuni avvenuti durante l’azione lavorativa è l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni Lavorativi).

Quindi l'INAIL rappresenta uno degli attori principali del welfare, con compiti che si estendono nell’intero ciclo di tutela integrata e globale del lavoratore.



L'anno scorso all'Istituto sono arrivate 654mila denunce di infortuni lavorativi, che hanno visto un calo del 9% rispetto l’anno 2011. Purtroppo analizzando a fondo il dato, la diminuzione di questi infortuni è fortemente legata alla crisi economica che ha avuto ripercussione sulle ore lavorative totali dei lavoratori italiani.



Il risvolto più tragico dell’infortunio sul lavoro è la morte, questi avvenimenti vengono identificati con l'espressione morti bianche.

Sempre l’INAIL, tramite le statistiche elaborate, ha affermato che per l’anno 2012 il numero degli incidenti mortali non avrebbe superato la quota di 870 morti, rispetto alle 893 del 2011.



Visto i dati comunque sempre molto allarmanti, è bene che lo Stato italiano tuteli sempre più i lavoratori e che tutte le leggi e le norme che si occupano di salute e sicurezza dei lavoratori trovino adempimento all’interno delle realtà lavorativa, venendo accolte in maniera sempre più efficiente ed efficace da parte dei datori di lavoro.

Al giorno d’oggi la prevenzione deve trovare uno spazio sempre più esteso, al fine di poter garantire al lavoratore di non mettere la propria vita a repentaglio mentre svolge l’azione che dovrebbe nobilitarlo.



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