Il Capo, nell'immaginario collettivo, è sempre stato visto alla stregua di un despota, un soggetto plenipotenziario portatore di oppressione. Sicuramente, situazioni del genere si saranno anche potute verificare, ma con una conseguente carenza nel rispetto tra parti e del risultato raggiunto. In ottica aziendalista, invece, il Capo deve avere delle speciali virtù, che ne accrescono l'immaginario dei sottoposti e massimizzano i risultati professionali. Per dirla con Sun Tzu (ne "L'arte della guerra"), "Non esistono cattivi soldati, esistono solo cattivi comandanti".

Leader e non oppressore. Un buon Capo deve essere un trascinatore, non un oppressore. Ciò che fa di lui un leader è il fatto di saper mettere in pratica quello che successivamente si aspetta dai suoi collaboratori. Deve dare l'esempio dell'azione, deve tracciare la giusta strada operativa verso l'obbiettivo prefissato. Non può pretendere azioni eccelse dai subalterni se nemmeno lui è in grado di svolgerle.

L'attenzione alle operazioni. Un buon capo non può fermarsi al mero "fate questo, in questo modo". Deve seguire i propri collaboratori dall'inizio delle operazioni fino alla loro conclusione. In questo modo, può porre i correttivi necessari nel caso di carenze o mancanze, senza ledere il raggiungimento dell'obbiettivo.

La supervisione è il compito primario di ogni leader.

Ascoltare per essere ascoltato. Un buon capo deve anche saper carpire i feedback che gli provengono dai collaboratori, poichè, spesso, la loro operatività è meno teorica e scolastica della sua, più orientata ai criteri di praticità. Non deve essere testardo nella sua idea, ma elastico e aperto ai consigli o richieste espressi.

Ovviamente senza abbandonare la propria autorevolezza, ma bilanciandola con la capacità di ascolto. Senza questo bilanciamento, sarebbe visto come o "despota" o "debole".

Essere deciso per dare motivazione. Un buon capo deve sempre sapere cosa fare. Anche se non lo sa. Può sembrare una frase ironica, ma è così. In momenti di "trauma" nelle operazioni (problemi, intoppi, errori o stress) deve avere la lucidità e la decisione per poter mettere in pratica un'azione di aggiustamento.

Non deve mai farsi vedere spaesato dai collaboratori, deve sempre dare l'impressione di avere la situazione in pugno, anche se ciò non è. Se così non fosse, i collaboratori perderebbero fiducia e sprofonderebbero nel panico. Si troverebbero senza una guida, senza un leader da cui trarre la motivazione necessaria per fronteggiare qualunque problematica.