Ecco un'altra novità del Jobs act, varato dal nuovo governo guidato da Matteo Renzi, in tema di occupazione. Si tratta del cosiddetto assegno universale. Ebbene, tra le novità e le eliminazioni, si cerca di dare più semplicità procedurale ai contratti di lavoro e di rendere più semplice l'uscita dal mercato del lavoro per causa di licenziamento. Il contratto che conduce al sussidio di mille euro al mese, in caso di perdita del posto di lavoro, deve avere durata triennale. Abbandonata la tutela di reintegra nel posto di lavoro, come stabilito dall'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, si prevede un sussidio nel caso in cui il lavoro si sia svolto almeno per la metà della durata temporale del contratto.
La durata minima è di tre mesi; la durata massima di due anni. Il sussidio parte dai 1.200 euro al mese per poi diminuire in maniera graduale. Ai fini dell'applicazione dei principi di eguaglianza nel trattamento retributivo, è stato stabilito che l'importo dei circa 1.200 euro nei mesi iniziali, è valido per tutti. Senza distinzioni. Dal canto loro, i lavoratori licenziati, dovranno seguire dei corsi e degli incontri di formazione. Questi ultimi, vengono posti in essere, con lo scopo di un nuovo inserimento nel mercato del lavoro, potenziando le qualità della persona-lavoratore (in più sono previste anche prestazioni presso i servizi sociali).
Novità sostanziali anche sul fronte della tematica dell'accesso al lavoro da parte dei giovani; queste saranno in arrivo dalla fine di marzo.
Si tratta della "Garanzia Giovani". Si procederà a dare attuazione all'entrata nel mondo del lavoro di circa 900.000 giovani di età non superiore ai 25 anni. Tale progetto, viene finanziato con una somma di oltre 1 miliardo di euro.