Matteo Renzi, nuovo premier, accontenta i lavoratori: previste buste paga più pesanti e entrate più cospicue per i co.Co.Co.: "1000 euro netti in più all'anno a chi ne guadagna 1500 al mese" recita la campagna. In termini mensili, come afferma il premier, sono "circa 85 euro netti al mese per 10 milioni di italiani". Non mancano i dubbi della controparte e dei lavoratori ormai disillusi. Ma vediamo i dettagli di questo aspetto del Job Act proposto da Matteo Renzi.

I destinatari dell'intervento di Matteo Renzi: lavoratori sotto i 1500 euro al mese

Il provvedimento, che entrerà in vigore dal 1 maggio, è destinato ai dipendenti e ai co.Co.Co che hanno un reddito massimo di 25mila euro lordi l'anno (circa 1500 euro al mese); questi soggetti, secondo l'annuncio di Renzi il cui video sta facendo il giro della rete, riceveranno 1.000 euro netti all'anno (se ne guadagnano meno di 1.500 al mese) in più.

L'intervento toccherebbe quindi non solo i ceti meno abbienti, ma anche il ceto medio. "Una maestra che guadagna 1250 euro al mese, non soltanto potrà comprarsi due libri in più, ma potrà arrivare a fine mese con un po' più di fiato", ha semplificato Renzi nella conferenza stampa dell'11 marzo 2014. Dobbiamo quindi supporre che dietro questo intervento ci sia anche la speranza di una maggiore propensione al consumo.

Da dove vengono i soldi per l'aumento in busta paga?

Tra giuste polemiche, lamentele e dubbi della controparte politica, Matteo Renzi ha anche spiegato da dove arriveranno i soldi che andranno nelle tasche dei lavoratori. L'operazione è resa possibile dal taglio dell'Irap (che avrà luogo appunto dal 1 maggio 2014) che si finanzierà con l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie; non si toccano i titoli di Stato, ma la tassazione sulle rendite finanziarie passerà dal 20 al 26% per 2,6 miliardi e si ridurrà l'Irap del 10% alle aziende private per 2,4 miliardi.

"Questa è una misura di attenzione, direi di equità", ha specificato un teso e poco preciso Matteo Renzi durante l'annuncio dell'intervento. E se per molti la promessa del premier di dare 1000 euro in più all'anno ai lavoratori che ne percepiscono massimo 1500 al mese odora di "contentino", per alcuni pare un'ottima notizia; una cosa è certa: fino a che i lavoratori non riceveranno la prima busta paga più "pesante", nessuno ci metterà la mano sul fuoco.