Una condotta lesiva della dignità professionale e umana del lavoratore, considerandone l'aspetto morale,psicologico, fisico o sessuale, e ogni forma di angheria perpetrata nei confronti dell'individuo più debole, ostracismo, umiliazioni pubbliche e spargimento di fatti non veritieri, intimidazione fino a episodi di violenza e bullismo. Questo è il mobbing.

Oggi il concetto si basa su un criterio che individua sette parametri per giudicare episodi di abuso: il metodo EGE 2002.

Dal 2001 è disciplinato dall'ordinamento europeo, vede violazioni del codice penale e soprattutto dell'Art.2 e dell'Art.42 della Costituzione Italiana che tutela l'essere umano sia come persona sia lavoratore, membro di una società con diritti di eguale misura per se e i suoi pari.

Le motivazioni sono molteplici, dallo scaricare le problematiche interne su un capro espiatorio, al non voler licenziare direttamente, fino a quelle di carattere personale, come il rifiuto di avances da parte della vittima, antipatia, invidia per il potere mostrato e/o per la posizione raggiunta.

Dal mobbing ambientale messo in atto da colleghi per screditare la reputazione di un lavoratore al mobbing gerarchico, l'abuso lavorativo effettuato dal datore di lavoro fino al bossing, dove il capo con intimidazioni, violenza psico-fisica e azioni per l'esclusione del soggetto usa un piano premeditato, per ridimensionare il ruolo di brillanti dipendenti ritenuti scomodi e pericolosi, o antipatici a dipendenti favoriti.

Praticarlo è un reato, difendersi è un diritto. In fase di azioni legali il magistrato e/o il giudice esamina ogni episodio e sua ripetitività individuando le norme violate, il danno morale e il danno biologico (stress post-traumatico, lesioni all'integrità psico fisica, a volte il soggetto mobilizzato manifesta problemi legati all'ansia, tachicardia, complessi di inferiorità e depressione).

Non fatevi intimorire, se siete lì è perché le vostre competenze vi fanno guadagnare quotidianamente il posto di lavoro e lavorare è un diritto.

Procuratevi prove scritte, registrazioni e resoconti da inviare tramite raccomandata A.R., colleghi testimoni, in caso di mobbing e qualora questi ne fossero a conoscenza, li si ritiene partecipi di tali atti, la prova del nesso causale ossia il contributo del medico legale che dimostra l'esistenza del danno e il rapporto con le vessazioni subite. La denuncia avvia inizialmente una procedura legale di natura civile, nei casi più gravi anche penale.

Il risarcimento riguarda i danni patrimoniali, le spese mediche sostenute e la perizia medico-legale e i danni non patrimoniali dovuti a lesioni fisico psichiche e degli interessi considerati dalla costituzione come il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, quantificati utilizzando delle tabelle predisposte dal Tribunale di Milano considerate valide su tutto il territorio nazionale: a partire da un accertamento, le conseguenze del mobbing sulla salute del lavoratore sono definite invalidità, permanente e temporanea; più questa è elevata più il risarcimento sarà elevato.

Da considerare inoltre che di recente la Cassazione ha riconosciuto lo straining, una forma più attenuata di mobbing: situazioni di stress forzato sul posto di lavoro, e/o "comportamenti che vanno a dequalificare la professionalità".

Per alcuni è consigliato prendersi dei momenti di sospensione del lavoro ma io credo che difendersi è un nostro diritto, e quindi se siete la parte che subisce denunciate.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto