Ancora poche ore e potrebbe scoppiare il caos per l'aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento (GAE). Migliaia e migliaia di docenti, infatti, dal 10 aprile al 9 maggio (non considerando eventuali proroghe alla scadenza) potranno inserire tramite il programma del Ministero dell'Istruzione 'Istanze Online' i titoli di studio aggiornati, rispetto all'ultima graduatoria, i servizi maturati (e qui ci sarebbe molto da parlare viste le recenti denunce in materia da parte di docenti riguardo a servizi forniti da scuole paritari in cambio di lavoro gratis). 

I docenti che aggiorneranno i propri dati saranno all'incirca 170mila.

Ma anche in questa azione del MIUR c'è iniquità ed ingiustizia che aumenta in qualche modo l'aspettativa e l'attesa di una classe di lavoratori già di suo bistrattata, che ha subito pesanti ingiustizie nel corso degli anni: riaprire una graduatoria chiusa, che dovrebbe quindi restare chiusa fino al naturale esaurimento, per permettere l'entrata in essa di una sola parte di coloro che ne avrebbero diritto è l'iniquità più grande.

Gli aventi diritto all'accesso alla GAE a questo punto si apprestano al suo assalto attraverso ricorsi costosi e i numeri sono spaventosi: 140mila precari esclusi dalla GAE ora pretendono di esservi inseriti.

Dodicmila abilitati dal TFA, settantamila abilitati tramite titoli di servizio e PAS, 55mila abilitati dal diploma magistrale, senza contare le migliaia di aspiranti insegnanti di ruolo che hanno superato l'ultimo concorso, quello del 2012.

Potranno quindi esserci nella GAE circa 320/330 mila aspiranti, rispetto agli attuali 170mila, certo una parte ammessa con riserva. Si prevede quindi il caos totale.

Se non si corre ai ripari riformando il sistema di reclutamento degli insegnanti, il sistema stesso rischia di collassare su se stesso. Non servono ricorsi, non servono miracoli per risolvere il problema del precariato della scuola, serve solo una riforma che porti la graduatoria ad esaurimento ad esaurirsi, non a raddoppiarsi ogni 3 anni.