Attualmente l'età pensionabile stabilita dalla legge nel caso di lavoratori dipendenti è di 66 anni e tre mesi per gli uomini e 62 anni e tre mesi per le donne. Nei prossimi anni questa soglia verrà progressivamente alzata.
In base alle normative vigenti, la pensione viene calcolata tenendo conto dei contributi versati dal lavoratore e non più considerando gli ultimi stipendi percepiti come accadeva in passato. È possibile andare in pensione prima dell'età richiesta solamente in alcuni casi particolari, vediamo quali.
Quando è possibile chiedere il pensionamento anticipato
Le aziende che hanno più di 15 dipendenti in accordo con i sindacati possono incentivare il pensionamento anticipato dei dipendenti in esubero, solamente nel caso in cui manchino meno di quattro anni a raggiungere i requisiti contributivi e anagrafici richiesti per il pensionamento.
In base a quanto è stato stabilito dalla riforma Fornero, non è più lo Stato ma il datore di lavoro a pagare i contributi del lavoratore che termina in anticipo l'attività, pertanto l'azienda si impegna a versare all'Inps le quote contributive rimanenti.
Come fare la richiesta del pensionamento anticipato
La richiesta per il prepensionamento va fatta dal datore di lavoro all'Inps per via telematica; il lavoratore comincerà a ricevere la pensione solamente al raggiungimento dei requisiti minimi anagrafici e contributivi. Le attuali normative prevedono che chi vada in pensione prima dei 62 anni percepisca una quota mensile ridotta dell'1% sui primi due anni e del 2% sui successivi due anni che mancano a raggiungere l'età minima stabilita dalla legge. Ad esempio, un lavoratore che va in pensione a 58 anni, percepirà una riduzione del 6%, suddivisa in: 1% +1% per i primi due anni e 2%+2% per i successivi due.
Con il prepensionamento la quota mensile percepita sarà sempre e comunque inferiore rispetto a quella che si sarebbe ricevuta smettendo di lavorare all'età richiesta dalla legge.
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