Continua ad irrobustirsi il fronte di quanti esortano il governo ad intervenire per risolvere il caso pensioni Quota 96 Scuola e sanare l’errore compiuto dalla riforma Fornero: alle dichiarazioni rilasciate da Renata Polverini alcuni giorni fa, si sono infatti aggiunti gli appelli di Francesco Boccia (presidente della Commissione Bilancio) e Cesare Damiano (presidente della Commissione Lavoro), due che già in passato avevano richiamato l’attenzione dell’esecutivo riguardo al pensionamento dei Quota 96 della Scuola senza però alcun risultato.



Il problema sta proprio qui: da mesi se non da anni non si fa altro che assistere ad appelli, promesse, dichiarazioni d’intenti e quant’altro, solo parole che sin qui non hanno portato a nulla di concreto: ad aggravare il quadro l’atteggiamento di Matteo Renzi, sempre pronto a sottolineare come il proprio mandato restituirà dignità al comparto Scuola salvo poi ignorare completamente una delle ingiustizie sociali più clamorose degli ultimi tempi.





Dopo mesi di silenzi, continua invece a far scalpore la dichiarazione rilasciata dal ministro Giannini, che ha assicurato come la situazione verrà risolta dopo le Elezioni.



Cerchiamo allora di compiere una breve ricognizione sul caso, facendo un cenno alle ultime dichiarazioni e provando a delineare le mosse future; le affermazioni pronunciate dal ministro Giannini in tema di pensioni Quota 96 Scuola vanno bollate come mera campagna elettorale?

Pensioni Quota 96 Scuola, Polverini, Damiano e Boccia vs Giannini e il governo: ‘Necessario intervenire’



Le ultime importanti dichiarazioni in tema di pensioni Quota 96 Scuola sono venute dal Vice Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Renata Polverini: ‘I Quota 96 aspettano un intervento urgente perché, a differenza di quanto ha affermato nei giorni scorsi il Ministro dell'Istruzione Giannini che vuole porre l'attenzione solo dopo la sua campagna elettorale, é necessario porre rimedio a un errore compiuto dalla riforma Fornero delle pensioni, che non ha considerato il fatto che il ciclo scolastico non coincide con quello solare’.



‘Non si può - ha proseguito la Polverini in tema di pensioni Quota 96 Scuola e ricambio generazionale - continuare ad andare per tentativi sulla pelle degli italiani e procrastinare secondo esigenze personali il problema. Sui Quota 96 non solo la copertura finanziaria non sarebbe eccessiva e risolverebbe una situazione assurda, ma consentirebbe di aprire le porte della scuola a 4 mila giovani insegnanti’.



A fianco all’intervento della Polverini non possiamo non citare quello di Francesco Boccia, che ha dichiarato di aver sollecitato, insieme a Cesare Damiano, l’adozione di un testo unico che preveda il pensionamento dei Quota 96 della Scuola a partire da settembre.



Lo stesso Damiano nei giorni scorsi aveva ribadito l’importanza di risolvere il caso pensioni Quota 96 della Scuola, sottolineando come ci si trovi dinnanzi ‘ad un’emergenza sociale non più rinviabile’.



Il problema è l’incapacità ormai manifesta di non riuscire ad andare oltre a parole e dichiarazioni di intenti; si parla di 4000 individui, e al di là del problema economico (le coperture finanziarie) non si può non sottolineare come non ci si trovi dinnanzi ad una tradizionale manovra che per essere attuata ha bisogno di essere finanziata, quanto piuttosto ad un provvedimento che il governo deve obbligatoriamente emettere senza se e senza ma perché diretta conseguenza di un errore compiuto da un ministro della Repubblica.



Quello connesso al pensionamento per i Quota 96 della Scuola è un diritto e non una misura in merito alla quale il governo è chiamato a valutare ed intervenire solo se ritenuto opportuno.



Il ministro Giannini ha recentemente dichiarato che il caso pensioni Quota 96 Scuola verrà risolto dopo le Elezioni; a breve si saprà con certezza se si è trattata di mera campagna elettorale o di qualcosa di più.