I bancari chiedono l'aumento dello stipendio di categoria di ben 175 euro, pari ad un incremento del 6,05%, per far fronte agli aumenti dei prezzi patiti negli ultimi anni e per recuperare l'inflazione che potrebbe verificarsi nel prossimo triennio.
E' questa la richiesta dei sindacati per il rinnovo del contratto collettivo nazionale per i lavoratori di categoria (Ccnl), ma dovranno contrattare con l'Abi, l'Associazione Bancaria Italiana, con la quale i sindacati hanno ben tre appuntamenti durante il mese di giugno per mettersi d'accordo.
Tuttavia le posizioni rimangono abbastanza distanti: secondo l'Associazione Bancaria Italiana, infatti, i margini di guadagno per le banche si sono assottigliati e, quindi, non ci sarebbero le possibilità per poter arrivare ad accontentare i lavoratori del settore.
Anzi, addirittura per i prossimi due anni la situazione non si potrebbe prendere in considerazione alcun aumento di stipendio contrattuale.
Le parti sono alquanto distanti anche sulla tipologia di contratto da adottare: i sindacati non sono favorevoli ad un contratto in parte con una retribuzione fissa ed in parte con retribuzione variabile, legata al raggiungimento di obiettivi individuali e collettivi dell'istituto bancario, individuato sul modello del contratto assicurativo.
Addirittura l'Abi fa sapere che i cambiamenti nel mondo del lavoro con la svolta nel digitale e la multimedialità hanno cambiato il modo di rapportarsi alla clientela e, tale dato di fatto, ha fatto nascere nuove figure professionali che richiedono una razionalizzazione ed un riadattamento del personale. Ovviamente i sindacati su questo piano non sono nemmeno disposti a parlarne. Staremo a vedere.