Continua a far discutere il piano stilato sull’asse Giannini-MIUR in funzione della riforma della Scuola 2014: dopo le dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario Reggi, che ha confermato le intenzioni del governo di cancellare le graduatorie d’istituto affidando le supplenze brevi ai docenti di ruolo, i precari sono piombati in un assoluto stato d’ansia.
Come dargli torto. Gli sforzi fatti in anni e anni di sacrifici e soldi spesi rischiano di essere vanificati in un sol colpo a causa di una delle riforme più dibattute di questo 2014.
MIUR, piano Giannini e riforma Scuola 2014: precari in rivolta, in 500mila in mezzo a una strada
Tra i punti più discussi della riforma della Scuola 2014 in elaborazione da parte del ministro Giannini e dei massimi dirigenti del MIUR vi è l’idea di affidare ai docenti di ruolo le supplenze brevi che fino a questo momento venivano riservate agli iscritti alle graduatorie d’istituto.
Le graduatorie d’istituto contano ad oggi oltre 400mila iscritti, e se la riforma della Scuola 2014 provvederà a cancellarle (intendimento chiaramente espresso dal sottosegretario Reggi) la mappa del precariato italiano scomparirà e con essa le aspirazioni di quei 400mila iscritti, gente che per entrare nelle liste ed ambire al posto di ruolo ha speso negli anni fior di quattrini.
A causa dell’assenza di concorsi durata oltre un decennio (1990-1999), l'unica via per ottenere l'abilitazione all'insegnamento - requisito fondamentale per inserirsi nelle graduatorie provinciali - era quello di transitare dalle università frequentando corsi abilitanti a pagamento (Ssis, Tfa, Pas ect…); ogni due anni le graduatorie però si rinnovano, e per non farsi scavalcare è necessario aver acquisito qualche titolo e dunque aver frequentato altri corsi rigorosamente a pagamento.
E’stato calcolato che da dieci anni a questa parte i precari della Scuola spendono circa 10mila euro tra abilitazione e corsi da dover effettuare per mantenere il posto nelle graduatorie d’istituto, il tutto per poter ambire a delle supplenze brevi e un giorno al posto di ruolo.
Se la riforma della Scuola 2014 conterrà dunque il punto relativo alla cancellazione delle graduatorie d’istituto, oltre 400mila aspiranti dovranno reinventarsi un altro lavoro; uno scenario inaccettabile, che ha già condotto i precari della Scuola ad assumere delle contromosse in segno di protesta contro il piano di Giannini e del MIUR.
Nei prossimi giorni verranno organizzate manifestazioni e cortei, il tutto con l’intento di avere risposte certe e chiare; in molti hanno infatti stoppato il proprio percorso domandasi se valga davvero la pena abilitarsi per entrare nelle graduatorie d’istituto salvo poi vederle cancellate dal mondo dell’Istruzione.
Le graduatorie d’Istituto costituiscono tra l’altro una delle principali valvole di immissione all’insegnamento nella Scuola, una loro cancellazione porrebbe dunque la questione relativa a nuovi metodi di ‘reclutamento’ dei docenti.
Il clima è insomma caldissimo; la riforma della Scuola 2014 con annesso piano Giannini-MIUR rischia davvero di far collassare un sistema già di suo estremamente farraginoso. Un plauso a Giannini, Reggi e al MIUR va comunque fatto: non era certo facile peggiorare le cose.
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