Non è di certo delle migliori la condizione in cui versa l’Ilva, in termini economici. A renderlo noto con una lettera, è il Presidente della commissione Industria, Massimo Mucchetti, senatore PD, il quale spiega che allo stabilimento tarantino,  necessiterebbero tra gli ottanta e i cento milioni di euro, per poter pagare gli stipendi ai suoi operai entro il 12 luglio.  

Se da una parte ci sono alcune voci che parlerebbero di un credito di sessanta/settanta milioni di euro  concessi da Banca Intesa a favore dell’azienda, dall’altro lato, la banca elvetica UBS, avrebbe ipotizzato la  chiusura parziale, se non addirittura parziale dello stabilimento.

Questo, secondo la UBS, penalizzerebbe si, i  dipendenti e le loro famiglie, mentre in positivo, porrebbe un freno alla sovrapproduzione di acciaio in  Europa. In base a quanto dichiarato da Mucchetti nella sua lettera, lo stesso parla dell’Ilva, come un’azienda ormai agli sgoccioli.

La smentita però di quanto detto, arriva dalla presidenza di Federacciai, la quale afferma che chiudere un’acciaieria  come l’Ilva, sarebbe un vero e proprio autogol per il Paese, in quanto la concorrenza estera si libererebbe di  un potente avversario produttivo, anche perchè il siderurgico tarantino è una delle acciaierie più produttive in tutta Europa.

E a tal proposito, verrebbe meno dunque, anche quanto affermato dalla banca elvetica UBS in merito alla sovrapproduzione di acciaio, poiché la produzione soddisfa la richiesta a livello europeo. 

Segui la nostra pagina Facebook!