La nuova riforma della scuola targata Giannini non è stata ancora approvata ed ufficializzata che è già oggetto di forti polemiche e contestazioni. Almeno per ciò che concerne le anticipazioni fatte direttamente dal Miur. Di certo si sa per ora che andrà in vigore con l'inizio del nuovo anno scolastico a settembre. Il sottosegretario Reggi ha garantito che la proposta assumerà la connotazione di legge delega in un arco di tempo davvero limitato, si parla addirittura di dieci giorni. Bisognerà pazientare dunque fino al 15 luglio per avere certezze su come sarà la scuola del futuro, nel Giannini pensiero.
Ma quali sono le novità più rilevanti delineate nelle linee guida?
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Tra le novità più significative e destinate a far discutere tanto c'è l'aumento delle ore lavorative per i docenti della scuola secondaria che potrebbero passare dalle attuali 18 a 36 ore settimanali. Proposta subito bocciata dai docenti, con la motivazione che la Ministra Stefania Giannini dimentica o fa finta di non saperlo che gli insegnanti lavorano già adesso più delle 36 ore. Oltre le lezioni "frontali" vi è un carico di lavoro "sommerso" che viene svolto a casa per la correzione dei compiti, la preparazione di lezioni e relative verifiche e l'espletamento di procedure burocratiche anch'esse non riconosciute.
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Altra novità della riforma Giannini, ma anche del sottosegretario Roberto Reggi, sono i premi per gli insegnanti che accetteranno funzioni e mansioni con responsabilità riferite sia alla gestione sia alla promozione di iniziative di attività scolastiche e per chi metterà a disposizione di tutti, insegnanti e alunni, competenze specifiche. Per costoro si parla di un bonus che potrebbe arrivare fino al 30% in più dello stipendio base.
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Molte proteste, polemiche e malumori, non solo da parte dei docenti ma anche da parte dei sindacati, poi è il consentire supplenze brevi all'interno dello stesso Istituto. Non ci si affiderà più,quindi, a chiamate esterne ma un insegnante interno potrà fare fino a 6 ore di straordinario retribuite.
Si prospetta un autunno caldo sul versante scolastico, considerato anche il malcontento che si trascina da ormai tre anni, dei quota 96, del personale, cioè, bloccato dalla riforma sulle pensioni targata Fornero. Sulla quale vicenda ci siamo soffermati più volte con articoli specifici pubblicati in questi giorni. Chi vuole seguirmi, può leggere i miei articoli pubblicati da blasting news.