La priorità del Governo Renzi al momento non è il debito, ma è la crescita del Paese e il rilancio dei consumi. Perché allora non dare metà Tfr in busta paga? Questo il pensiero del Ministro dell'Economia Padoan, che in un intervista a Repubblica, rivolgendosi direttamente ad Unione Europea e Bce precisa, parafrasiamo il suo pensiero, che se anche sul deficit si è agito, le riforme da sole non bastano a ridare vita ad un quadro macroeconomico deteriorato se non si attuano misure a favore dei rilancio dei consumi e del Pil.

Riforma pensioni 2014, novità: 50% TRF in busta paga, Padoan rilancia proposta Landini

Padoan ripropone l'ipotesi del Tfr in busta paga per rilanciare i consumi, almeno per un anno, più probabilmente per due o tre cominciando dai dipendenti del settore privato.

L'idea non è nuova, ad ipotizzarne la fattibilità fu in marzo anche Maurizio Landini, leader della Fiom, che intervenendo a "Che tempo che fa" sulla Riforma del Governo Renzi aveva proprio detto: "I lavoratori devono poter scegliere se tenere o meno il Tfr in busta paga". Aggiungendo, il Governo dovrebbe "permettere a un lavoratore di tenere il Tfr in busta paga se lo vuole. Uno può averne bisogno durante la propria vita per le scelte che fa, non quando va in pensione"

In cosa consisterebbe la proposta rispolverata da Padoan e che potrebbe essere inserita nella Riforma pensioni 2014 con l'obiettivo di rilanciare i consumi e dunque l'economia? La misura sarebbe a sostegno del salario dei lavoratori dipendenti: trasferire subito metà della liquidazione nella busta paga del lavoratore, lasciando solo la restante metà alle imprese, potrebbe portare ad un aumento del potere di acquisto degli italiani e di conseguenza ad un incremento dei consumi.

Secondo quanto risulta al Sole 24 ore la prossima mossa del Governo Renzi potrebbe essere quella di erogare metà della quota di TFR maturato direttamente nelle tasche del lavoratore magari in un'unica soluzione annuale, anziché al termine del sua vita lavorativa.

Riforma pensioni 2014, novità: 50% Tfr in busta paga, pro e contro per i lavoratori

Se i pro a livello macroeconomico sembrerebbero evidenti: avendo più soldi a disposizione il lavoratore potrebbe spenderli in consumi. Quali sarebbero i contro? Per quanto concerne lo Stato, vista la mancanza di fondi attuali e il monito dell'FMI sul costo eccessivo del nostro sistema previdenziale, resta il tema delicato della copertura finanziaria per far fronte all'intervento suddetto.

Infatti, si andrebbe incontro ad un'accelerazione dell'esborso di cassa a cui, nell'immediato, lo Stato dovrebbe far fronte, andando chiaramente incontro ad una ricaduta sull'indebitamento.

Poi vi sarebbero i contro, da non sottovalutare, per i lavoratori: in prima battuta potrebbero essere esclusi gli statali. E poi quanto verrebbe tassato il Tfr in busta paga? Il prelievo fiscale rischierebbe di essere notevole, essendo probabilmente le quote Tfr erogate come una sorta di nuova quattordicesima o ulteriore stipendio. Per concludere l'articolo vi invitiamo a riflettere riportando una frase scritta da Marco Mobili e Marco Rogari, sul Sole 24 ore: "Una cosa è subire una ritenuta di acconto e un'altra è tassare il Tfr con l'aliquota marginale Irpef (anche fino al 43%)" A conti fatti converrebbe davvero al lavoratore? Che idea vi siete fatti?