Perché sia fermo in I commissione al Senato un disegno di legge classificato col numero 1558 non è chiaro, o forse sì. Mancano le coperture come dice il ministro del Miur Giannini che stima in 120 milioni la spesa per stabilizzare la questione dei cosiddetti quota 96, coloro cioè che al 31 dicembre 2012 hanno maturato i diritti per andare in pensione. Peccato che sia l'Onorevole del Pd Boccia a smentirla categoricamente riferendo che la spesa è inferiore a quanto da Lei detto, in quanto non si arriverebbe nemmeno a 100 milioni. Il 30 settembre, stufi di questa situazione, i quota 96 saranno davanti alla sede del Miur alle 13.00 a protestare per la loro situazione sollecitando una soluzione.

La soluzione definitiva

E' contenuta negli stessi meandri della politica nostrana la soluzione al problema degli esodati della sciagurata legge Fornero. Si tratta cioè di far passare una deroga da parte della Commissione Affari Costituzionali del Senato. In ballo ci sono i trattamenti pensionistici di 4000 persone tra docenti e personale ATA a cui le modifiche da introdurre nella deroga in questione interessano direttamente perché sarebbero in grado di sbloccare la loro situazione. I quota 96 si sono perciò dati appuntamento alle 13.00 a Viale Trastevere a Roma per martedì 30 Settembre allo scopo di sollecitare in tal senso il Ministero dell'Istruzione.

I motivi della protesta

Gli stessi tengono a precisare che il documento attualmente all'esame del Senato è già passato con l'esito favorevole dell'Aula di Montecitorio.

Si tratta di un disegno di legge contenente dei cambiamenti prodotti dall'unificazione di più disegni di legge. Comprensibile pertanto la loro attesa perché è davvero l'ultima possibilità in loro possesso per evitare che si ritrovino in servizio per due anni consecutivi dopo aver già acquisito i diritti al trattamento di quiescenza. Anche l'Anief sarà al loro fianco nella protesta davanti al Miur perché, come confermato dal presidente Marcello Pacifico, non si tratta di un problema di coperture ma di sola volontà politica.