Continuano le polemiche sul test di Medicina 2014 tra il Miur e la Cineca, la società che si è occupata della stesura del famoso questionario dove erano presenti degli evidenti errori su ben 2 domande.

Ancora una volta l'istruzione italiana si trova nell'occhio del ciclone: infatti, una parte delle prove scritte nazionali per l'accesso alle scuole di specializzazione in medicina tenutesi il 29 e il 31 ottobre, sono state ritenute non valide tutto a scapito dei 12mila aspiranti medici. Il problema pare sia stato scaturito a causa di un'inversione dei quesiti riguardante l'area medica e quella dei servizi clinici. 

La titolare del Miur (Ministero della Pubblica Istruzione) Stefania Giannini, per decreto ha ufficialmente invalidato le prove definendo l'accaduto "un gravissimo errore materiale e umano". Il ministro, inoltre,sostiene che lo scambio delle domande sia avvenuto all'interno del Cineca. Dopo questa dichiarazione il presidente del consorzio italiano, Emilio Ferrari ha annunciato le sue dimissioni. Ciò però non è servito a calmare le acque tra i due Enti Istituzionali e il Ministero fa sapere che potrebbe chiedere dei risarcimenti a Cineca.

Nella contesa tra i due organi, a farne le spese dell'accaduto, stavano per finire gli studenti. Di fatto, In un primo momento il Ministero aveva si era pensato di far ripetere le prove in modo parziale (solo la parte della prova incriminata) il 7 novembre. Tale decisione ha subito destato il panico e l'indignazione tra gli studenti che hanno sollecitato il Ministero affichè si trovasse un'altra soluzione, senza danneggiare chi già aveva superato il test. A distanza di 48 ore dalla prima decisione, il ministro dell' istruzione ha recentemente fatto sapere che non sarà necessaria una ripetizione del Test di Medicina 2014 ma che sarà sufficiente procedere al ricalcolo del punteggio dei candidati eliminando le due domande per area che sono state considerate non valide. 

Intanto continuano ancora manifestazioni in segno di protesta da parte degli aspiranti specializzandi che chiedono chiarimenti sull'accaduto e soprattutto dei provvedimenti nei confronti di chi ha sbagliato. Sull'accaduto però, la Giannini fa sapere che il Ministero non ha colpe e quindi non essendoci una sua responsabilità oggettiva non intende dare le dimissioni.