La questione della chiusura delle graduatorie ad esaurimento disposta nel 2007 dall'allora Ministro Fioroni domina i dibattiti all'interno della popolazione dei docenti precari. Anche Orizzonte Scuola, il sito di riferimento per molti di loro, ha posto l'accento sull'illegittimità del provvedimento stesso riferendo la notizia di un sindacato che ha impugnato presso la Commissione Europea il dm. Numero 53 del 14 giugno 2012. E' del SAESE la relativa nota di contestazione del 19/11/2013 nella quale ci si oppone alla chiusura giudicata arbitraria che di fatto esclude tutti i precari di II e III fascia di poter ottenere incarichi a tempo indeterminato.

L'anomalia italiana

Non solo le Gae sono state chiuse in modo arbitrario, ma sono state costituite consentendo l'ingresso ai docenti con 360 giorni di servizio (Decreto Moratti ) inquinando in maniera grossolana la qualità del corpo insegnante che nel provvedimento della Buona Scuola è oggetto di una revisione all'interno della Legge di Stabilità. Si pensa infatti di avviare un percorso di prova di un anno atto a riqualificare, come amaramente costatato da una lettera inviata a Orizzonte Scuola, gli 'abusivi' della professione. Nel resto d' Europa basta un solo titolo abilitante; non esistono infatti pseudo corsi abilitanti-concorsi e via dicendo per entrare nelle corrispondenti graduatorie ad esaurimento.

Dal 2008 l'Italia decide di fare da sé creando una grave discriminazione tra precari.

Ricorsi in serie

L'Europa ha sentenziato sulla reiterazione dei contratti a termine giudicando fuorilegge lo Stato Italiano che ora dovrà affrontare uno tsunami di ricorsi e un esborso ultramiliardario per i risarcimenti che verranno chiesti. In attesa del pronunciamento della Corte Europea che ha già aperto un'altra procedura di infrazione a carico dell'Italia, si apre il nuovo fronte per costringere il governo a fare marcia indietro su un provvedimento assolutamente iniquo. Altri ricorsi sono pronti e i tribunali di lavoro italiani saranno inondati da una valanga di faldoni e cause che, c'è da giurarlo, costringeranno lo Stato a riformulare tutta la riforma del settore scolastico.