Sono tanti i provvedimenti che il Governo Renzi e il Parlamento ha preso negli scorsi mesi in merito alla riforma del sistema pensionistico, basti pensare alla sesta salvaguardia degli esodati di natura Parlamentare, oppure ai recenti interventi nel passaggio alla Camera della legge di stabilità: il tetto alle pensioni d'oro e lo stop alle penalizzazioni per i lavoratori precoci hanno infatti rappresentato un'inversione di tendenza positiva rispetto a quanto non era avvenuto con i due esecutivi precedenti. Eppure restano ancora molte le situazioni che sembrano destinate a non trovare una soluzione a breve, perlomeno con il passaggio della legge di stabilità 2015 al Senato.

Lavoratori esodati, resta il nodo dei non salvaguardati e la polemica tra Inps e comitati territoriali

Proprio in relazione agli esodati appena citati, è in atto nelle ultime settimane una discussione tra i comitati territoriali di rappresentanza e l'Inps. I primi affermano che vi sarebbero ancora decine di migliaia di persone da salvaguardare, mentre secondo l'Inps e il Neo Commissario Tiziano Treu, tutti gli esodati sarebbero rientrati nella sesta salvaguardia. Nella pratica, l'Inps non considera coloro che sarebbero ancora in attesa di una risposta come esodati, ma come disoccupati in età avanzata. Per costoro, la risposta più giusta non sarebbe quella del pensionamento, ma del reinserimento nel mondo produttivo.

Ovviamente si tratta di una posizione che non è condivisa dagli interessati.

Quota 96 e la buona scuola: provvedimento possibile nel 2015?

Altri soggetti ormai tre anni in attesa di una risposta sono i quota 96 della scuola, insegnanti e lavoratori ATA che si sono visti bloccare tra i banchi a causa di una svista nella Riforma Fornero. Anche per loro non è prevista alcuna soluzione di pensionamento con la legge di stabilità 2015, ma piuttosto un ricollocamento sulla falsariga di quanto proposto con #labuonascuola.

Persone che hanno svolto lavori usuranti, opzione donna, disoccupati in età avanzata

Ma se allarghiamo un po' lo sguardo ci rendiamo conto che le situazioni sulle quali sarebbe necessario intervenire con una certa urgenza non sono affatto poche.

Persone che svolgono lavori usuranti o disoccuapati in età troppo avanzata per potersi reinserire e troppo giovane per poter accedere all'Inps sono casi emblematici di un sistema che anela alla flessibilizzazione. Tra questi soggetti vi sarebbero anche le lavoratrici che attendono una proroga dell'opzione donna. È chiaro che intervenire su tutte queste situazioni con la legge di stabilità 2015 appare impossibile, ma resta altrettanto evidente che le attuali regole di pensionamento necessitano di una maggiore flessibilizzazione. Sono infatti molti a richiedere un intervento strutturale in tal senso, che possa offrire la pensione anticipata a tutta la platea dei pensionandi con almeno tre anni di anticipo rispetto ai requisiti attuali.

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