Stipendi maggiori o contributi minori, queste le ultime ipotesi che sono tuttora in corso di valutazione da parte del Governo, secondo il quale adottando tale meccanismo, l'argomento pensioni potrebbe avere una svolta decisiva. Sono tante le posizioni da chiarire: dagli esodati, ai Quota 96, alle pensioni d'oro e ai lavoratori usuranti e precoci per i quali nessuna modifica è stata introdotta per il 2015. Infatti, come già tanti sanno, la nuova Legge di Stabilità entrata in vigore quest'anno, detta le norme sulla pensione anticipata per tutti i lavoratori che decidono di ritirarsi dall'attività lavorativa prime dei 62 anni di età e con il versamento effettivo di 42 e 6 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne, considerando anche il fatto che dal primo gennaio 2016, l'adeguamento alla speranza di vita crescerà di quattro mesi.
L'esecutivo Renzi, rimane ancora a lavoro per riformare seppure parzialmente il sistema previdenziale italiano. Ci sono due ipotesi, infatti, allo studio del Governo: aumentare gli stipendi o diminuire i contributi. Da non dimenticare, che il costo dei contributi raggiunge il 37 % dello stipendio lordo percepito. Di questi, il 29 % è a carico del datore di lavoro mentre i rimanenti, sono a carico del lavoratore. In Italia, per esempio, le pensioni sono le più alte rispetto agli altri paesi ma è anche vero che sono corrisposte sulla base del versamento di contributi maggiori. Sono stati gli esperti di una delle più grande aziende di servizi "Deloitte & Touche", ad analizzare il rapporto tra contributi e previdenza, dalla quale il Governo ha preso spunto per ipotizzare nuove proposte di eventuali aumenti delle retribuzioni o abbassamento dell'importo dei contributi.
Cosa assai diversa perla Germania, dove il costo dei contributi è minore e le quote sono distribuite diversamente. Infatti, sono previsti sussidi per i disoccupati, maggiorati per coloro che hanno più di 50 anni. Inoltre, sempre in Germania, sono previsti i Midjob, ovvero quei contratti di lavoro la quale retribuzione è pari a 400 euro e i Minijob che sono quei contratti di lavoro precari che non danno diritto a trattamenti pensionistici.