Si susseguono in questi giorni notizie sempre più insistenti sulla riforma delle pensioni. Sono molte le ipotesi sul tavolo del premier Matteo Renzi. Ma la vera novità è che difficilmente potrà essere riformato il sistema previdenziale italiano senza una ripresa reale dell'economia. Questo è quanto evidenziato sia dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, sia dall'Unione Europea. È pur vero che la nomina di Tito Boeri a presidente dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) potrebbe essere fondamentale per riformare le pensioni in Italia inserendo quella flessibilità in uscita fondamentale per risolvere la questione pensionistica.
Però il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha specificato che la nomina di Boeri non ha nulla a che vedere con un intervento sulle pensioni; essa serve solamente a riformare la gestione dell'Istituto. Fermo restando che l'attuale presidente INPS non ha mai nascosto il fatto di non essere mai stato favorevole all'attuale legge pensionistica. Da considerare però il notevole risparmio che la legge Fornero assicura alle casse dello Stato: ben 80 miliardi di euro di risparmi dal 2011 al 2021.
In diverse occasioni Tito Boeri ha evidenziato la sua contrarietà nei confronti della rigidità dell'attuale sistema pensionistico soprattutto per quanto riguarda l'uscita anticipata da parte dei lavoratori.
Egli, inoltre, si è detto favorevole ad un contributo di equità per gli assegni pensionistici più ricchi. Questa posizione, in realtà, non è mai stata accettata dal premier Matteo Renzi.
In ogni caso bisogna considerare la questione economica anche in ambito internazionale. È notizia di qualche ora fa quella che l'Unione Europea ha ammorbidito le sue posizioni: maggiore tempo a disposizione per il raggiungimento degli obiettivi di bilancio, in caso di attuazione delle riforme. Inoltre nuove linee guida all'insegna della flessibilità.
Nei prossimi giorni vi terremo informati sulla discussione relativa alla riforma delle pensioni da parte del governo Renzi.