"Il fenomeno delle 'super-Pensioni' discende dall'intreccio tra il meccanismo della contribuzione aggiuntiva ed il sistema di calcolo retributivo", ora questo "non può più verificarsi" con la riforma pensioni Fornero basato sul sistema contributivo. Lo ha dichiarato oggi il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti (Pd) in risposta a un'interrogazione parlamentare sulle pensioni integrative dei dirigenti sindacali presentata dalla leader di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale Giorgia Meloni. La parlamentare di opposizione oltre che sulla pensione integrativa dei dirigenti dei sindacati in generale si è soffermata in particolare sul caso che riguarda l'ex segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni - che recentemente ha lasciato il posto ad Annamaria Furlan - che prenderebbe "una pensione lorda di 8.500 euro al mese".

Lavoro e previdenza, il ministro Poletti: da riforma Fornero super pensioni non più possibili

In merito alla specifica situazione delle pensioni nei sindacati, l'esponente del Governo Renzi ha ricordato, durante il question time di oggi nell'aula della Camera dei Deputati presieduta da Laura Boldrini, che la "legge 564 del 1996 attribuisce alle organizzazioni sindacali - ha spiegato il ministro del Lavoro - la facoltà di versare una contribuzione aggiuntiva in favore dei lavoratori in aspettativa o in distacco sindacale che ha natura facoltativa e necessita - ha sottolineato - di una apposita autorizzazione da parte dell'Inps".

Pensione d'oro di Raffaele Bonanni, interrogazione di Giorgia Meloni al Governo Renzi

Rispondendo sul caso della pensione d'oro di Raffaele Bonanni sollevato in Parlamento da Giorgia Meloni il ministro Giuliano Poletti ha detto che "parrebbe che sia andato in pensione nel 2011, quindi verosimilmente prima dell'entrata in vigore della riforma delle pensioni e dunque - ha spiegato il l'esponente del Governo Renzi a Montecitorio - con un trattamento pensionistico calcolato presumibilmente per intero con il metodo retributivo basato sulla media delle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro: la cosa spiegherebbe l'elevato importo del trattamento riconosciuto".

Adesso "questo fenomeno - secondo quanto riferito dal ministro del Lavoro - non può più verificarsi in quanto l'ammontare dei trattamenti pensionistici non è più determinato sulla media delle ultime retribuzioni percepite ma - ha spiegato - sul valore dei contributi effettivamente versati durante la vita lavorativa".

Riforma pensioni 2015, Meloni (Fd'I-An): Governo Renzi non farà nulla

"La sua risposta, ministro Poletti, tradisce la volontà del governo - ha replicato la leader di Fd'I-An - di non voler fare assolutamente nulla per cambiare la legge 594 del 96, che consente a dirigenti del sindacato in aspettativa o distaccati - ha ricordato Giorgia Meloni criticando le pensioni d'oro dei sindacalisti - di ottenere una cospicua pensione integrativa pagando anche soltanto un mese di contributi.

È vergognoso che in Italia - ha aggiunto la parlamentari che ha fatto della battaglia contro le pensioni d'oro il suo cavallo di battaglia - continuino a essere erogate pensioni d'oro mentre chi lavora oggi potrebbe non avere mai una pensione decente. È necessaria una norma - ha aggiunto la Meloni ritenendosi insoddisfatta della risposta del Governo Renzi - che consenta di combattere le distorsioni del sistema retributivo".