La notte del 31 dicembre 2014 a Roma 835 vigili urbani su 1000 erano in permesso o indisponibili per malattia e non potevano lavorare. Secondo quanto ha detto la segretaria Rossana Dettori, questa è una brutta pagina della pubblica amministrazione romana e del lavoro pubblico, causata da una frattura tra l'amministrazione comunale capitolina e l'amministrazione del comando della polizia municipale, che però non deve giustificare atteggiamenti che violano la legge e danneggiano i cittadini. Il sindaco Ignazio Marino ha aperto un'inchiesta per assenteismo ingiustificato, mentre i sindacati danno il loro sostegno ai vigili di Roma.

I vigili erano ammalati o impegnati a donare il sangue, tuttavia all'origine delle assenze ci sarebbe il mancato rinnovo del contratto di lavoro e la mancata equiparazione alle altre forze dell'ordine. Il comandante dei vigili Raffaele Clemente ha accusato di diserzione l'intero corpo dei vigili e ieri ha fatto il punto della situazione in procura con il pm Maria Monteleone, che gli ha chiesto un'informativa per fare degli accertamenti.

Il premier Matteo Renzi è intervenuto su Twitter nell'ambito della vicenda dei vigili assenteisti dicendo che a seguito della vicenda di Roma dove 83 vigili su 100 non hanno lavorato nel 2015 cambieranno le regole del pubblico impiego.

Su Twitter è intervenuto anche il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia scrivendo che l'ispettorato del ministero della funzione pubblica si è subito attivato per accertare violazioni e sollecitare provvedimenti disciplinari per punire i responsabili.

Il caso dei vigili di Roma assenti la notte di Capodanno ha scosso la politica italiana. Il sindaco della capitale Ignazio Marino ha scritto su Facebook che i responsabili dovranno rendersi conto che nonostante tutto non sono riusciti a rovinare la festa delle oltre 600.000 persone scese in piazza in città. Per tutta risposta i vigili urbani di Roma si preparano allo sciopero, che sarebbe il primo di categoria nella storia della città.