Lo scenario politico italiano registra movimenti significativi nell'ultimo studio effettuato dall'istituto Termometro Politico. La dinamica più rilevante riguarda il bacino d'utenza della destra, dove la formazione guidata dall'europarlamentare Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, mette a segno un sorpasso ai danni della Lega.

L'assetto dei partiti politici

Nell'area di maggioranza, Fratelli d'Italia si conferma saldamente in cima alle preferenze degli elettori, salendo al 27,7% grazie a un incremento dello 0,2%. Forza Italia subisce una leggera flessione di due decimi, assestandosi al 7,6%.

La vera svolta riguarda però l'ex generale Vannacci: la sua lista raggiunge il 6,1%, superando la Lega. Il partito di Matteo Salvini, perdendo mezzo punto percentuale, scivola al 6,0%. Chiude l'alleanza di governo Noi Moderati con l'1,0%.

Sullo schieramento d'opposizione, il Partito Democratico registra una lieve battuta d'arresto, cedendo uno 0,1% e fermandosi al 21,5%. Segnali positivi giungono invece dal Movimento 5 Stelle, che guadagna tre decimi salendo al 12,8%. Alleanza Verdi e Sinistra rimane stabile al 6,4%. Tra i gruppi minori, Azione supera lo sbarramento raggiungendo il 3,1%, Italia Viva arretra al 2,4% e Più Europa si attesta all'1,7%.

Indice di gradimento del governo e legge elettorale

Il sondaggio trattaun lieve recupero nella popolarità della Premier Giorgia Meloni, che risale di 0,7 punti toccando quota 37,5% (composta da un 25,1% di consensi pieni e un 12,4% di giudizi moderatamente positivi). L'orientamento sfavorevole rimane comunque maggioritario, con il 51,9% dei cittadini che dichiara un'assenza totale di fiducia e un rifiuto complessivo che supera il 60%.

Parallelamente, il sondaggio ha testato il parere della popolazione sulla proposta di riforma della legge elettorale, che introduce il premio di maggioranza al raggiungimento del 42% dei voti e la scelta diretta del Capo del Governo. La misura divide il Paese: il 43,6% dei rispondenti si dichiara favorevole (il 26% con approvazione piena e il 17,6% auspicando l'integrazione delle preferenze sulla scheda), mentre il 52,5% esprime parere contrario (diviso tra un 16% di scettici e un 36,5% di netti oppositori alla revisione). Il restante 3,9% preferisce non schierarsi.