Rivalutazione della pensione, Renzi conferma i rimborsi parziali e niente riforma delle Pensioni - Giunge dalla viva voce del premier Matteo Renzi sulle frequenze di Radio 1 che il governo rimborserà i pensionati solo in parte, così da rispettare comunque la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco della rivalutazione delle pensioni negli anni 2012/13 inserito nella Legge Fornero.

Con le parole "Non interveniamo sulle pensioni. Il governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani, non toglieremo niente a nessuno. Il governo Monti ha bloccato l'indicizzazione. Questo blocco è stato giudicato incostituzionale. Ormai ci troviamo a risolvere i problemi provocati da altri" il Presidente del Consiglio conferma che non ci sarà alcuna riforma delle pensioni, dunque i lavoratori precoci che attendono la pensione anticipata...

che attendano pure ancora.

In attesa del decreto del governo che dovrà dipanare l'aggrovigliata matassa del rimborso e della rivalutazione della pensione, atteso a questo punto per la prossima settimana, arrivano le conferme di quanto dicevano gli analisti e che abbiamo riportato anche noi nell'articolo Rimborsi ai pensionati, trucchetti del governo in arrivo. Si prospetta dunque una riforma delle pensioni retroattiva, nel senso che la Legge Fornero verrà modificata ex post per rispettare quanto sentenziato dalla Corte Costituzionale senza intaccare in maniera drastica i conti pubblici, andando a rimborsare solo le pensioni "più basse", ovvero quelle con importi tra tre e cinque volte il minimo INPS.

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Pensioni Matteo Renzi

Tutto questo è legale? E' ammesso dalla legge e dalla Costituzione? Sì lo è, come precisato anche dalla stessa Corte Costituzionale nelle motivazioni della sua sentenza; lo stessi Renzi afferma a Radio Anch'io che"la Corte non ha detto che non si può fare il blocco della indicizzazione delle pensioni più alte ma che fatto in quel modo lì, non andava bene. Stiamo studiando a come fare a superare il limite della Corte e contemporaneamente a ridare una parte di quei soldi".

In poche parole è legittimo lo stop della perequazione, cioè dell'adeguamento delle pensioni all'aumento del costo della vita dovuto all'inflazione, solo per quelle più alte. Il fatto è che sono governo e INPS a decidere quali siano le pensioni "più alte" e che percentuale di rivalutazione possono avere (per maggiori dettagli leggete la guida Rivalutazione pensione, calcolo e simulazione).

Insomma, le previsioni di rimborsi ai pensionati solo parziali è ormai realtà: se ritenete che i vostri interessi siano lesi, provate ad aderire alla class action contro l'INPS del Codacons, non si sa mai.

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