'La scuola non è un ufficio di collocamento' denuncia l'Onorevole Francesca Puglisi, relatrice della riforma Buona Scuola in Senato. Dall'altra parte, quella dei docenti, si urla: 'La scuola non è un supermercato, ma un organo costituzionale'.
Un conflitto che sembra non avere tregua e che si combatterà anche (e oseremmo aggiungere, soprattutto) la prossima settimana, quella che potrebbe risultare decisiva ai fini dell'approvazione del disegno di legge a Palazzo Madama.

Riforma Scuola Renzi e le assunzioni: se salta il DDL, salta il piano

Il 'ricatto' è sempre quello, lo 'zuccherino' mischiato alla 'pillola amara da mandare giù': 'Non possiamo assumere 100.000 persone se la situazione rimane invariata' tuona la Puglisi. 'Non possiamo assumerli semplicemente perchè non sapremmo come impiegarli'. Ecco perchè poi si fa riferimento al fatto che la scuola non debba essere trattata come un ufficio di collocamento. Il senso del messaggio è chiaro: volete le 100.000 assunzioni? Dovete accettare 'tutto il resto' della Buona Scuola, altrimenti non se ne fa nulla.
Lo sciopero del 5 maggio e i risultati del voto elettorale di domenica scorsa non hanno scalfito il pensiero del governo che intende proseguire su questa strada, nonostante un sondaggio condotto dal noto portale 'Orizzonte Scuola' parli di un 75 per cento dei docenti che avrebbe espresso il proprio voto a favore del Movimento Cinque Stelle e di un solo 6 per cento che avrebbe, invece, votato per il Partito Democratico.

DDL Scuola, Renzi-minoranza di sinistra: lunedì faccia a faccia

Lunedì è in programma la riunione della direzione Pd e Renzi si ritroverà a faccia a faccia con i suoi contestatori interni. Il Presidente del Consiglio dovrà fare appello a tutte le sue doti diplomatiche di fronte alle richieste (anche forti) della minoranza di sinistra: il timore dei 'bersaniani' è quello di qualche 'colpo basso' da parte del leader del Partito Democratico che, in passato (lo sappiamo), ha strizzato l'occhiolino più di una volta alla destra.
C'è il pericolo di qualche 'coup de theatre' renziano, qualche colpo di scena che possa far uscire completamente di scena i vari Tocci, Gotor e Mineo: i presupposti ci sono tutti e la politica ci ha già dato prova, in passato, che tutto può succedere.
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