I presidi si schierano a favore della riforma della scuola del Governo Renzi: mentre i docenti procedono contro il disegno di legge sulla Buona Scuola con fiaccolate, flash mob e avvertimenti di bloccare i prossimi scrutini, i dirigenti scolastici prendono posizione a colpi di circolari intimidatorie.

Il Corriere della Sera di oggi, 5 giugno 2015, riferisce di scrutini che saranno svolti "in via straordinaria" di sabato sera alle 23:00, ma anche di domenica alle ore 11:00. Inoltre, ogni docente e personale Ata che dovesse decidere di partecipare allo sciopero, ne dovrà dare comunicazione.

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Infine, niente permessi per motivi personali e, ovviamente, nessuna giornata di ferie.

Muro contro muro, docenti e personale scuola al fianco dei sindacati contro i presidi che, in nome di una rigorosa applicazione dei doveri delle istituzioni scolastiche, hanno già anticipato il ruolo da superpresidi che la riforma della scuola di Renzi accorderà loro una volta entrata a pieno regime.

Blocco scrutini contro Ddl Scuola, 'contro protesta' dei presidi: convocazioni in giorni e orari assurdi

La minaccia del blocco degli scrutini della prossima settimana contro il Ddl Scuola ha creato i grattacapi maggiori ai presidi: è sufficiente l'assenza di un solo insegnante per far declinare il collegio dei docenti e far rinviare tutto.

La protesta si articolerà per un'ora per i primi due giorni di scrutini secondo la Cisl, la Flc Cgil, la Uil, lo Snals e la Gilda. Cobas e Unicobas, invece, hanno proclamato due giorni di sciopero in concomitanza degli scrutini: in ogni caso, gli scrutini dovranno svolgersi regolarmente per le cassi che sono prossime agli esami delle scuole secondarie, medie e superiori.

Ma i presidi hanno fatto di più, intervenendo a gamba tesa sulla protesta: a Reggio Emilia i dirigenti scolastici hanno preparato un calendario nel quale sono fissate le date alternative degli scrutini, per l'appunto nella nottata del sabato o nella mattinata della domenica.

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Ma non è un caso isolato: nelle scuole di tutta Italia altre circolari dettano istruzioni intimidatorie: anche l'inserimento "dei motivi" di un'eventuale assenza nel giorno degli scrutini o la comunicazione obbligatoria dell'adesione allo sciopero entro una certa data, sono metodi che scoraggeranno più di un docente a partecipare al blocco degli scrutini.