Continua il dibattito sulla riforma del sistema previdenziale italiano. Tra le varie ipotesi di modifica, quella relativa alla cosiddetta Quota 100 sembra ormai sfumata. Probabilmente, troppo onerosa per le esigue casse dello Stato. Ma si discute su altre forme di sistema flessibile da applicare alle norme previdenziali. Intanto, durante un convegno organizzato dal sindacato Uil, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ha ribadito la necessità di apportare modifiche alla legge Fornero, ma l'impressione è che qualche cosa si muoverà non prima della fine dell'estate.

Da più parti, infatti, arrivano notizie che solamente nella prossima Legge di Stabilità ci potrebbe essere qualche provvedimento in merito a tale questione.

Quota 97 è l'ipotesi più plausibile per riformare la legge Fornero

A questo punto, quali sono le ipotesi di modifica per rendere più flessibile la legge pensionistica? Abbiamo già accennato ad un'idea che potrebbe essere stata accantonata, la Quota 100, mentre rimane in piedi, perché appoggiata da tutti i partiti politici, la cosiddetta Quota 97, con la quale il lavoratore accederebbe alla pensione al raggiungimento dei 62 anni e 37 di contributi con l'applicazione di una penalità che potrebbe raggiungere anche fino all'8 percento. Penalizzazione che diminuirebbe del 2 percento annuo fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 66 anni di età.

Questa ipotesi allo studio del governo Renzi garantirebbe anche quella sostenibilità economica richiesta dalle autorità economiche sia nazionali (Ministero dell'Economia) che internazionali (Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale).

Forse ad una svolta la proroga dell'Opzione Donna con metodo contributivo

Altra questione aperta quella relativa alla cosiddetta Opzione Donna con metodo contributivo, quel regime sperimentale che permette alle lavoratrici di accedere alla pensione anticipata all'età di 57 anni e 3 mesi (58 anni e 3 mesi per le autonome) e 35 anni di versamenti contributivi che dovrebbe scadere il 31 dicembre 2015. Da più parti, si auspica una proroga per la scadenza delle domande al 31 dicembre 2018. Anche in questo caso, ci potrebbe essere l'attuazione di un provvedimento con l'inserimento dello stesso nella prossima Legge Finanziaria.