'Dobbiamo trovare un equilibrio tra la maggiore flessibilità e la compatibilità di finanza pubblica. Non vogliamo scaricare altri pesi sulle future generazioni e non possiamo costruire altro debito': queste le dichiarazioni rilasciate dal Ministro del lavoro Giuliano Poletti a margine della conferenza indetta dalla Covip per presentare i dati annuali riguardanti la previdenza integrativa. Chiaro il messaggio di Poletti, che ormai da mesi tiene a ribadire come i cordoni della borsa italiana siano più che serrati.

L'UE non autorizza stanziamenti ingenti e considerata anche la recente sentenza della Consulta i fondi da impiegare nel comparto previdenza sono limitatissimi. Bocciata la troppo onerosa Quota 100, la riforma della pensione anticipata deve abbracciare altre vie con una serie di misure che andranno cucite addosso ad ogni singola vertenza: sul versante esodati, Poletti ha assicurato che i criteri di accesso alla settima salvaguardia verranno ampliati per incrementare la platea di beneficiari.

Un problema sociale gravissimo quello degli esodati che il governo Renzi si trascina dietro ormai da 5 anni. Discorso diverso per l'opzione donna, in merito alla quale le contraddizioni dell'esecutivo crescono di giorno in giorno. In un mare di provvedimenti da ratificare e di problemi da risolvere continua infine a destare sgomento l'atteggiamento di Tito Boeri, che pare aver accentrato un potere maggiore di quello destinato ad un ministro.

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Pensioni Matteo Renzi

Ultime news Quota 100 e pensione anticipata, Poletti su esodati e opzione donna: Boeri leader della riforma, Renzi con le spalle al muro

Considerati gli ultimi sviluppi sul fronte previdenziale non si può non tornare a quanto dichiarato dal ministro Poletti ad inizio giugno: 'Il problema è che la norma con cui ci andiamo a rapportare è molto rigida e non lascia spazi di manovra adeguati.

Lo schema di partenza non è flessibile e non dà la possibilità di potersi adeguare: per il resto l'intenzione di agire è chiara ed è stata palesata con grande fermezza anche dal presidente del Consiglio Renzi, dobbiamo solo capire come fare'. Come fosse cosa da poco ci verrebbe da dire (chiunque voglia rivedere l'intervento condotto da Poletti in Commissione Lavoro ad inizio giugno può rifarsi a questo link: https://www.facebook.com/YouDem.Tv/videos/10153293258950211/).

Con una Quota 100 ormai tramontata ed una pensione anticipata comunque da riformare, resta il dubbio che il governo brancoli nel buio con pochissime certezze e una valanga di dubbi. Se a tutto questo si aggiunge l'atteggiamento di Boeri il quadro è chiaro. Gli esodati da una parte attendono qualcosa in più di una semplice salvaguardia ma il governo Renzi, in oltre 4 anni, non è stato in grado di produrre un intervento strutturale.

Il problema dunque rimane con buona pace di centinaia di migliaia di lavoratori senza reddito né lavoro. Fa quasi sorridere infine l'atteggiamento del sottosegretario Baretta, che di concerto con il presidente Damiano va studiando manovre che peserebbero oltre 10 miliardi di euro quando per opzione donna basterebbe molto meno. Per non parlare dei lauti risparmi cui andrebbe incontro lo stato sul lungo periodo dicendo si all'istituto.



Una miopia clamorosa che non è sfuggita ai sindacati: 'Sta nascendo una campagna che desta sconcerto e preoccupazione. La Cgil - ha dichiarato il membro del sindacato di Camusso Vera Lamonica - ribadisce l'urgenza e la necessità di un confronto con il governo […] La riforma Fornero va cambiata, perché è iniqua, penalizza i giovani e le donne e irrigidisce oltre misura il mercato del lavoro […] Si tratta di porre riparo a una delle leggi più ingiuste e sbagliate che si ricordino, e ciò si può fare attraverso l'uso di una parte delle immense risorse da essa sottratte alla previdenza: 300 miliardi entro il 2060'. Renzi, quando comparirà la classica luce infondo al tunnel?

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