L'idillio che fino a poche settimane fa sembrava animare il dibattito previdenziale oggi più che mai sembra un lontano ricordo. A scatenare più di ogni altro polemiche e recriminazioni è stato il presidente dell'INPS Tito Boeri, che prima ancora di tenere un'audizione in Commissione Lavoro aveva già suscitato un vespaio di polemiche per via di alcune dichiarazioni poco fortunate. Il noto economista sembra aver ritrattato la posizione che ne aveva animato ogni intervento fino a poco tempo fa, sottolineando come una legge sulla staffetta generazionale costerebbe troppo allo Stato.

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Meglio una norma regolata da un accordo tra imprese e lavoratori. L'ipotesi ha scatenato la reazione dell'Area Popolare (Udc-Ncd) e della CGIL di Camusso, contribuendo ad innalzare i toni in un momento nel quale non ce ne sarebbe nessun bisogno. Pensione anticipata e prepensionamento subiranno certo degli interventi di modifica, ma ad oggi non è ancora chiaro verso quale direzione si procederà: anche Renzi, che fino a pochi giorni fa si era detto favorevole ad una rivisitazione della Legge Fornero, sembra aver cambiato idea.

L'ex rottamatore appare adesso più orientato verso interventi soft, poco invasivi e ancor meno dispendiosi da un punto di vista economico.

Novità pensione anticipata e prepensionamento Renzi: Boeri e il premier sotto attacco, le ipotesi più probabili

'La smetta di fare l'inventore di proposte quotidiane e faccia piuttosto il presidente dell'INPS': carico e deciso come sempre, il leader della CGIL Susanna Camusso ha inteso mettere immediatamente i puntini sulle i in merito alla proposta targata Boeri di non prevedere interventi legislativi ma semplici accordi imprese-lavoratori: 'Lanciare ogni giorno nuove fantasiose idee diventa un modo per non discutere nella sostanza del sistema pensionistico che, così com'è non regge'. Chiaro il riferimento alla Legge Fornero, solare l'intenzione di assistere al rispetto di quelle promesse che il Governo Renzi ha fatto proprie fino a poche settimane fa. Mentre Boeri esponeva il proprio programma su pensione anticipata e prepensionamento anche Sergio Pizzolante di Area Popolare stentava a credere alle sue orecchie: 'Boeri faccia il presidente dell'INPS e non il ministro della previdenza'. Tutte critiche comprensibili che aprono a interessanti spunti di riflessione: un ministro del lavoro in effetti esiste (anche se spesso scompare) eppure la scena politica appare totalmente assorbita dal presidente di un ente pubblico che ad oggi pare accentrare poteri e responsabilità che vanno ben al di là della carica che in teoria ricoprirebbe. Da sempre i sindacati hanno messo in evidenza questa criticità sottolineando come Renzi dovrebbe chiarire un'ambiguità che ad oggi non è più sopportabile. Staremo a vedere.



A questo punto gli interrogativi sono più delle certezze: in legge di Stabilità arriverà davvero una modifica alla Legge Fornero? Il dispositivo normativo dell'ex ministra del lavoro verrà mai modificato? Su che misure si concentrerà il governo Renzi? Domande cui non possiamo certo dare una risposta adesso. Riassumendo le varie ipotesi potremmo comunque stilare una classifica di cinque proposte, quelle che al momento paiono le più gettonate:



  1. Pensione anticipata a 62 anni più 35 di contributi;
  2. Quota 100/Quota 97;
  3. Estensione agli uomini dell'opzione donna;
  4. Prestito Pensionistico;
  5. Accordo lavoratori-imprese in luogo di un provvedimento di legge (è l'ultima targata Boeri).



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