Si è giunti probabilmente all'ultimo atto della vicenda che riguarda la riforma scuola 2015: gli ultimi interventi del premier Renzi e del dissidente Mineo sembrano indicare quale potrà essere la strada che si percorrerà nei prossimi giorni. Il dialogo sembra a questo punto improbabile se non addirittura impossibile: Matteo Renzi ha detto chiaramente, anche se ci sono dubbi sui "numeri", che senza l'approvazione del ddl sulla "Buona Scuola" le immissioni in ruolo non saranno 100mila, ma soltanto poco più di 20mila, quelle connesse al normale e fisiologico turnover generazionale; dal canto suo, Corradino Mineo ha avuto modo di sbirciare la bozza del maxiemendamento e sembra che da parte del governo non vi sia alcuna apertura per quanto riguarda le due questioni più importanti, la chiamata diretta dei presidi e l'allargamento del piano assunzioni anche ai docenti abilitati della seconda fascia delle Graduatorie d'Istituto (TFA, PAS e SFP).

Per questi ultimi, si parla soltanto di una quota del 50% al prossimo concorso: un contentino e nient'altro, questo il commento a caldo dei coordinamenti nazionali. Un modo, ancora una volta, così viene sottolineato dagli abilitati TFA, per calpestare il merito e la selettività del loro percorso.

Le ultime notizie sulla riforma scuola 2015 di Renzi-Giannini

Oggi è forse la giornata decisiva per il destino della riforma scuola 2015 di Renzi-Giannini. Corradino Mineo ha sottolineato, durante un incontro con associazioni e sindacati, come la strada sia già con ogni probabilità segnata: Renzi non ha la maggioranza in Commissione e, dunque, molto probabilmente deciderà di saltare quel passaggio; a questo punto, lo scenario più probabile è quello che prevede il voto con il testo uscito dalla Camera con l'aggiunta del maxiemendamento: se il premier dovesse percepire un qualche pericolo sulla tenuta, ed è possibile, allora si andrà sicuramente verso la fiducia.

Intanto, però, giungono le parole di Grasso, presidente del Senato, che sottolinea come la eventuale richiesta della fiducia sul maxiemendamento rappresenti una violazione del regolamento: secondo l'art. 126bis 2 quinquies, infatti, la proposta dovrà comunque passare prima in Commissione Istruzione e poi a quella Bilancio. Insomma, il colpo di mano di Renzi potrebbe non essere completamente "legale".

Renzi, la riforma scuola 2015 e il destino di TFA, PAS e SFP

Matteo Renzi, intanto, a margine di un incontro alla Camera sul clima, ha affermato che, se la riforma scuola 2015 non diviene legge, le assunzioni saranno appena 20mila. I numeri del premier hanno attirato immediatamente delle critiche, anche perché sembra contraddire le stesse parole della Puglisi, renziana e responsabile scuola del PD, che aveva stimato in 50mila le assunzioni possibili senza il piano previsto dalla "Buona scuola".

Si tratta di una strategia mediatica, quella maggiormente criticata dai sindacati che hanno parlato più volte di "ricatto": fare leva sulle speranze (legittime) dei precari delle GaE per creare una guerra tra poveri con gli abilitati TFA, PAS e SFP e trovare alleati all'interno della scuola per la riuscita della riforma.

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