"Il patto che Renzi propone agli italiani è positivo, ma deve comprendere la correzione al sistema pensionistico [...] già nella legge di stabilità" ha spiegato nel corso della settimana che si sta concludendo il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, facendo riferimento alle proprie proposte di legge elaborate presso la Commissione lavoro e portate più volte all'attenzione dell'esecutivo. "L'idea del PD, che prevede la possibilità di andare in pensione a partire dai 62 anni con, con 35 di contributi e l'8% di penalizzazione, rappresenta una soluzione equilibrata del problema".

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Il meccanismo fa riferimento alla cosiddetta quota 97 (derivante dall'unione dei vari parametri appena esposti), sulla quale molti lavoratori hanno già espresso il proprio parere favorevole, mentre anche i sindacati sembrano apprezzare questa opzione di quiescenza.

Lavoratori precoci, la Commissione lavoro studia un'uscita slegata dal vincolo anagrafico

Le proposte della Commissione lavoro alla Camera in tema di riforma previdenziale hanno toccato anche i cosiddetti lavoratori precoci, ovvero quei soggetti che si vedono precludere l'accesso all'Inps a causa dell'innalzamento dei criteri anagrafici decisi nel 2011.

Nonostante diversi decenni di versamenti sulle spalle, dovuti principalmente al fatto di aver iniziato la propria attività lavorativa in giovane età, molti precoci restano infatti al di fuori dalle tutele dell'Inps: per loro l'On. Damiano ha suggerito l'adozione di un provvedimento di pensionamento anticipato che possa realizzarsi già a partire dai 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall'età effettivamente raggiunta e slegato da qualsiasi ulteriore penalizzazione.

Riforma della previdenza, resta il vincolo delle risorse da reperire all'interno del bilancio pubblico

Stante la situazione, resta ancora da sciogliere il nodo delle coperture, che ha fatto propendere diversi commentatori e analisti tecnici per l'adozione di soluzioni differenti.

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Secondo i calcoli offerti dall'Inps, il solo sistema delle Pensioni anticipate con le quote potrebbe arrivare ad impattare per oltre 8 miliardi di euro sulle casse pubbliche. Uno scenario che sarebbe difficilmente sopportabile in una logica di compromesso e che potrebbe andare incontro ai veti dei tecnici di Bruxelles. Lo stesso Presidente dell'Inps, a tal proposito, sembra invece suggerire l'adozione di un meccanismo che permetta il prepensionamento già a partire dai cinquantasette o cinquantotto anni di età, seppure tramite il penalizzante sistema contributivo.

Sulla vicenda si attende comunque il riscontro dell'esecutivo, che non dovrebbe tardare nel prendere una decisione definitiva oltre il mese di settembre 2015.

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