Cambio di programma. Azzeccato, ci permettiamo di dire. Proseguirà anche oggi la protesta dei lavoratori precoci, che chiedono una nuova riforma Pensioni all'interno della quale trovi spazio la 'pensione anticipata' a quota 41 proposta da Damiano. La novità sostanziale è però il cambio di strategia adottato nelle ultime ore dai precoci. Non più lettere su lettere indirizzate ai politici e allo stesso premier. Si fa uno step in più. Si sale di livello. L'interlocutore diventa ora Sergio Mattarella. Questa l'idea nata nella giornata di ieri sul gruppo Facebook 'Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti', progetto da subito accolto con entusiasmo dagli iscritti.

Da una settimana a questa parte i precoci stanno cercando, attraverso tutti i mezzi, di far conoscere il proprio problema ad una platea sempre più vasta. L'ultima proposta, quella che prevede l'irruzione tra virgolette nelle trasmissioni radiofoniche, ha già avuto un notevole successo. L'azione dei lavoratori sarà più incisiva di quella classica dei sindacati? 

Lavoratori precoci ultime novità ad oggi: la lettera comune da inviare al Presidente

Quando c'è da rimboccarsi le maniche gli italiani sanno come fare. Una parte del Paese lo sa ancora meglio. Ci riferiamo a tutte quelle persone che hanno sacrificato gli anni più belli della loro vita per iniziare a lavorare da giovanissimi. Salvo poi ritrovarsi oggi spalle al muro, schiacciati dalla cecità dei politici nostrani.

In attesa di una seria riforma pensioni Renzi, migliaia di lavoratori precoci sono sul piede di guerra, pronti ad intraprendere una nuova iniziativa. Dopo mesi e mesi di ingiustizie e prese in giro, i precoci scelgono ancora la via diplomatica. Forse per l'ultima volta. Questo il testo della lettera comune da indirizzare al capo di Stato: 'Gent.mo Sig.

Presidente, sono un lavoratore precoce con oltre 41 anni di contributi e ho già superato i 62 anni di età. Vorrei chiederLe perché per il sottoscritto sono necessari 43 anni di contributi per andare in pensione (e il governo sta studiando di decurtare l'importo della pensione con il metodo contributivo) mentre ai parlamentari bastano pochi mesi (con il sistema retributivo).

Questa è equità sociale?' Il ragionamento non fa una piega.

Pensioni precoci vs vitalizi politici: il paradosso all'italiana

Vogliamo essere ripetitivi. Pazienza se riceviamo critiche o altro. Perché le pensioni dei lavoratori precoci devono essere ricalcolate col sistema contributivo - chiedere a Boeri e Brunetta per esempio - quando invece ai politici per avere un vitalizio di oltre 5000 euro al mese - chiedere informazioni a Occhetto - col retributivo sono sufficienti pochi anni in Parlamento? E ripetiamo in Parlamento, non di certo in fabbrica, in miniera o in un cantiere dove si rischia la vita ogni giorno, tanto più se in quel cantieri ci trascorri un'intera esistenza. Il caso di Achille Occhetto è uno dei tanti che possiamo fare. Aggiungiamo purtroppo. È davvero questa l'Italia che vogliamo? Perché si è arrivati a questo punto? Quando Monti parlava di equità si riferiva a questa? Fino a quando i precoci sopporteranno tutto questo? La pazienza raggiunge sempre un limite. Oltrepassarlo avrebbe conseguenze catastrofiche. 
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