L'approvazione del sistema Quota 41 per i lavoratori precoci rimane uno degli obiettivi da inserire nella riforma del sistema pensionistico  italiano. Questa categoria di lavoratori spera che Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, possa far approvare la norma che possa consentire alle persone che hanno effettuato almeno 41 anni di lavoro, con inizio della propria attività lavorativa prima dei 18 anni, di andare in pensione, indipendentemente dall'età anagrafica e senza alcuna penalizzazione.

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La riforma Fornero assicura la sostenibilità economica di cui l'Italia ha bisogno

È chiaro che per arrivare a questo è necessario modificare la rigidità dell'attuale legge pensionistica in vigore, la riforma Fornero, entrata in vigore nel 2012, grazie al Governo Monti. Per chi non ne fosse a conoscenza, la riforma voluta dall'ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, fu approvata in un periodo storico in cui la situazione economica dell'Italia era davvero critica. Infatti, l'attuale normativa è stata capace di dare quella sostenibilità economica di cui la nostra Nazione necessitava e di cui, probabilmente, necessita.

Ora, i lavoratori precoci, sperano che Cesare Damiano, sia in grado di far annullare le penalizzazioni alle quali sono stati assoggettati i precoci, andati in pensione prima del 2015.

Tito Boeri ha proposto un sistema flessibile fondato sul sistema contributivo

Anche i sindacati, come alcune forze politiche, si battono affinché il governo Renzi possa approvare un sistema flessibile adeguato per i precoci. Se questo non avvenisse, questa categoria di lavoratori potrebbe subire una forte ingiustizia.

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Anche loro potrebbero adeguarsi all'eventuale approvazione di un piano di uscita che preveda il pensionamento anticipato con il conteggio degli assegni pensionistici con il sistema contributivo, sistema proposto dal presidente dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps), Tito Boeri.

Vedremo nei prossimi giorni come il governo Renzi deciderà di affrontare la situazione in merito alla riforma del sistema previdenziale italiano.