È ormai ripresa la discussione sulle modifiche da apportare al sistema previdenziale attualmente in vigore. Sono molti gli argomenti che saranno presi in considerazione nei prossimi giorni. Tra questi, sta focalizzando l'attenzione tra gli addetti ai lavori quello relativo ai cosiddetti Quota 96.

I circa 4mila Quota 96 sperano in una soluzione della loro problematica

I circa 4mila lavoratori del comparto scuola sperano che il Governo Renzi possa attuare una normativa che risolva la loro problematica.

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Da tre anni ormai sono nella condizione di poter andare in pensione ma, a causa della legge Fornero, sono costretti a rimanere al lavoro, nonostante abbiano raggiunto i requisiti pensionistici. La riforma, voluta dal governo guidato da Mario Monti, nel caso specifico ha confuso l'anno scolastico con quello solare, provocando una situazione spiacevole per molti docenti e personale amministrativo. Per il momento, i Quota 96, a partire dal primo settembre, saranno costretti a tornare nei locali scolastici per svolgere la propria attività lavorativa, in attesa di una soluzione definitiva che dovrà essere presa dal premier Renzi.

Il 9 settembre si discuterà di riforma delle pensioni

Nel frattempo, il dibattito sulle modifiche da apportare alla legge attualmente in vigore è ripreso, e raggiungerà il culmine della discussione il 9 settembre, quando in Commissione Lavoro si discuterà di alcuni provvedimenti che dovranno essere approvati nel più breve tempo possibile. Forse, si tornerà a parlare del sistema a Quota 100, valore da raggiungere come somma tra età e anni di versamenti contributivi; un sistema in grado di dare quella flessibilità auspicata da molte parti politiche e dai sindacati al fine di abbassare l'età pensionabile.

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Boeri ha proposto il ricalcolo contributivo degli assegni previdenziali

Resta da vedere quali saranno i costi per attuare questo sistema pensionistico, in considerazione delle gravi carenze economiche in cui versano le casse dello Stato. Più fattibile, l'introduzione della proposta di Tito Boeri,  il quale mette in risalto la possibilità di giungere alla flessibilità richiesta tramite il ricalcolo contributivo degli assegni previdenziali per tutti i lavoratori, con una decurtazione di circa il 20/30 percento.

A questo punto, non ci resta che aspettare il prossimo mese per capire come l'esecutivo interverrà per modificare la legge previdenziale.