"Non si va in pensione, ma si prende la pensione": sono le parole pronunciate negli scorsi mesi dal Presidente dell'Inps Tito Boeri per indicare uno dei principi cardine che ha cercato di delineare all'interno delle proprie proposte di riforma della previdenza. Un dossier che il Ministro del lavoro Poletti aveva accolto con interesse, sottolineandone l'importanza nelle analisi della situazione in corso presso l'esecutivo: "spunti che verranno utilizzati dal Governo" aveva spiegato, anche se al momento non appare ancora chiaro in che modo saranno accolti nella legge di stabilità 2016 (in discussione il prossimo autunno).

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Quello che invece appare più delineato è il piano presentato dal nuovo Presidente dell'Inps, che ha raccolto le proprie osservazioni in cinque punti: l'obiettivo non riguarda solo l'apertura alla flessibilità previdenziale e la creazione di un nuovo meccanismo di sostegno per i lavoratori disagiati in età avanzata. L'aspettativa è di riformare in modo profondo il welfare assistenziale e pensionistico, in modo da renderlo più equo oltre che più sostenibile.

Riforma delle pensioni, ecco il piano a punti proposto dal Presidente Inps Boeri

Stante la situazione, il piano di riforma del Presidente Inps Boeri ruota attorno a cinque punti chiave, che se trovassero applicazione nella legge di stabilità potrebbero effettivamente entrare in funzione già a partire dal prossimo 2016. Si parte dalla creazione di un meccanismo di tutela dei lavoratori ultra 55enni, che in caso di perdita del lavoro potrebbero fruire in prima istanza di un nuovo ammortizzatore sociale.

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Il reddito di welfare sarebbe inoltre estendibile anche a chi è già in pensione, ma percepisce un vitalizio che non risulta in grado di garantirgli un'adeguata sussistenza. Il secondo punto riguarda invece l'unificazione delle gestioni previdenziali pubbliche, un provvedimento che potrebbe decretare la fine delle ricongiunzioni onerose. Si prosegue poi con l'armonizzazione dei trattamenti e la creazione di un nuovo meccanismo di flessibilità in uscita o di pensionamento anticipato, che però dovrà essere garantito tramite l'utilizzo del ricalcolo contributivo della mensilità erogata.

Infine, in linea con il principio esposto all'inizio dell'articolo, i pensionati potrebbero guadagnare la possibilità di ricevere nuovi versamenti. In questo modo, potranno far crescere l'importo del proprio vitalizio.

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