Si conferma la disponibilità a trattare la flessibilità previdenziale, ma a patto di non gravare sul bilancio dello Stato e di garantirne la sostenibilità. Sono queste le nuove considerazioni esposte dal Vice Ministro dell'economia Enrico Morando durante un'intervista rilasciata per il quotidiano la Stampa. Le dichiarazioni sono state rilasciate in merito alla ben nota questione della rigidità nell'accesso all'Inps, verificatasi a partire dell'inasprimento dei requisiti avvenuto nel 2011 con la riforma Fornero.

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"C'è chi propone di tenere conto dell'attesa di vita, chi un prestito previdenziale. Qualunque soluzione neutra per le casse dello Stato andrebbe bene" prosegue Morando, spiegando il proprio punto di vista con la necessità di trovare un compromesso che possa garantire la tenuta dei conti, anche perché "eccetto la Grecia, siamo ancora il Paese Europeo con la spesa per le Pensioni più alta in rapporto alla ricchezza prodotta".

Riforma della previdenza, sulla flessibilità giungono nuove dichiarazioni anche dai sindacati

Decisamente contraria ad un intervento penalizzante appare invece la Segretaria Cgil Susanna Camusso, che è tornata sulla questione della riforma previdenziale durante un'intervista rilasciata per il Corriere.

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Pensioni

"Proporre che si vada in pensione prima, ma decurtando l'assegno significa non sapere di che redditi si dispone in Italia e quali pensioni si preparano per il futuro" spiega la sindacalista, indicando come linea guida la riduzione dell'età pensionabile e non quella degli importi versati ai pensionati. L'esponente Cgil è tornata anche a richiamare l'attenzione sulla necessità di fornire un sostegno agli over 55enni, spiegando però che per fare una vera lotta alla povertà non basta prevedere un reddito minimo "lavandosi la coscienza", ma bisogna progettare una vera azione di contrasto.

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Infine, un ultimo commento è giunto anche sulla questione dell'età pensionabile, perché "andare in pensione a 67 anni" appare non solo una scelta sbagliata, ma per alcune tipologie di lavoro anche una pratica "impossibile" da realizzare.

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