"Non riusciamo a star dietro all'affastellarsi di annunci sulle riforme. Incentivare le pensioni integrative sarebbe auspicabile, ma non a scapito del primo pilastro della pensione pubblica". Sono le dichiarazioni del Presidente della Commissione lavoro alla Camera in merito alla discussione in corso sulla riforma della previdenza, che dovrebbe concretizzarsi in via definitiva alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Secondo l'On. Cesare Damiano, "ammesso siano sollecitate dal Governo, chi fa queste pensate ci spieghi come mai l'esecutivo ha inasprito in modo inaccettabile il carico fiscale sulle Pensioni integrative".

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La domanda si riferisce all'aumento dell'imposizione su tale comparto, che ha visto avvicinare idealmente i profitti realizzati dai montanti dei lavoratori a quelli prodotti dalle altre tipologie di rendite finanziarie, con un aumento del livello impositivo dal precedente 12.5% all'attuale 20% (sebbene un'aliquota agevolata sia rimasta presente per gli investimenti effettuati dai fondi pensione in debito pubblico italiano, sotto forma di crediti d'imposta). Resta il fatto che per il Parlamentare ed ex Ministro del lavoro "un po' di coerenza non guasterebbe".

Pensioni, ultime news al 23 agosto su anticipate
Pensioni, ultime news al 23 agosto su anticipate

Pensioni, non preoccupano solo le integrative: sulle anticipate si attende di sapere esito istruttoria 

Mentre si avvicina la ripresa dei lavori, resta aperta la questione delle migliori soluzioni da percorrere per flessibilizzare il sistema di accesso all'Inps, attualmente bloccato dall'irrigidimento dei criteri anagrafici e contributivi decisi nel 2011 con la legge Fornero. In conseguenza di ciò, molti lavoratori hanno vissuto situazioni di disagio e sono in attesa di una sanatoria strutturale, visto che le salvaguardie attuate finora sono state realizzate ad hoc solo per situazioni specifiche.

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Tra le tante proposte all'esame dei tecnici vi sono quelle della stessa Commissione lavoro alla Camera per aprire alle pensioni anticipate (quota 97 e uscita per i precoci con 41 anni di versamenti), oltre a quelle dell'Inps basate su un reddito minimo a partire dai 55 anni di età e sull'apertura alla flessibilità tramite il meccanismo di ricalcolo contributivo della mensilità erogata dall'Inps. Ma per capire quali ipotesi prevarranno nell'indirizzo di Governo bisognerà attendere ancora solo qualche settimana, visto che una decisione definitiva dovrà essere presa entro l'inizio della discussione della prossima legge di stabilità.

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