Non tutti i docenti potranno soddisfare le condizioni del Governo e del Miur che ha visto nelle fasi B e C porre delle condizioni alle immissioni in ruolo: anche in altra provincia differente da quella di inclusione nelle GaE, altrimenti si resta fuori dal posto 'sicuro'. Eppure i docenti presenti nelle graduatorie ad esaurimento sono in servizio dai 10 ai 25 anni su posti vacanti e con contratti di supplenza fino alle attività didattiche o annuali, in attesa di una collocazione. Differente è per i docenti, vincitori o idonei al concorso 2012, che non tutti sono insegnanti con anni di servizio alle spalle.

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Eppure il ruolo in altra provincia, nonostante l'acquisizione di un diritto, non è così scontato. Non è una ripicca contro il Miur non presentare domanda, ma una necessità. Un ruolo in 'capo' al mondo' non soddisfa le esigenze di nessun docente, nemmeno quello più avventuroso. E si consideri inoltre che non è nemmeno scontato, nonostante la presentazione della domanda a livello nazionale, ricevere una nomina: si potrebbe comunque restare fuori dal piano di assunzioni per mancanza di posti per la propria classe di insegnamento.

Obbligo di altra provincia se si vuole il ruolo?

Non è proprio una domanda, ma una condizione. Il Governo e il Ministero hanno avviato il piano straordinario di assunzioni quasi 'per punire i docenti' che avevano richiesto l'immissione in ruolo, come stabilito anche dall'Unione Europea per gli insegnanti con più di 36 mesi di servizio. Il 'ruolo si offre' ma in altra provincia o altra regione, in relazione ai posti vacanti, e non importa se si è distanti 200 Km dalla propria residenza. Non è dunque una ripicca dei docenti non presentare domanda nazionale per la partecipazione al ruolo nella fase B per i posti disponibili e per la fase C per i posti di potenziamento, ma una necessità.

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I docenti in GaE non sono neolaureati che fanno la valigia senza chiedere a nessuno e partono per la meta indefinita del ruolo, ma per la maggiore hanno una famiglia e dei figli. Una condizione inaccettabile che mette alle strette i docenti: 'Il ruolo ve lo abbiamo offerto, siete voi docenti a non averlo accettato'. È una scelta di necessità quella di non accettare il ruolo in altra provincia - eppure fino all'anno scorso la maggior parte dei docenti non sognava che avere una cattedra - beh, a queste condizioni, è davvero difficile che un insegnante sogni di ottenere l'immissione, con il rischio di essere assunti chissà a quanto km da casa.

E allora no, non è una ripicca, come si stanno accusando i docenti di non accettare le condizioni per lavorare, di essere degli ingrati perché il Governo li vuole assumere. No, non è una ripicca, ma una necessità, perché dopo anni in GaE allora si resta in GaE, senza modificare la propria situazione e continuare a insegnare nella provincia di inserimento. Se poi la ripicca è una risposta la ricatto: 'ruolo sì, ma dove vogliamo noi', allora l'atteggiamento del mondo della Scuola non può essere poi tanto biasimato.

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