'La politica non conosce il mondo della scuola, parla solo per slogan e pregiudizi'. All'indomani dell'invio delle proposte di nomina relative alla fase B del piano assunzionale Miur, continuano a susseguirsi le polemiche in merito ai trasferimenti a cui saranno costretti migliaia di insegnanti.

Tra tutte le testimonianze che abbiamo potuto leggere nei diversi gruppi Facebook dedicati alla Scuola, ci ha particolarmente colpito il racconto di Monica V.

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che descrive così la propria esperienza:

'Tanti anni fa decisi di entrare nel mondo della scuola e, per questo motivo, appena laureata, scelsi di andare a lavorare al nord, a settecento chilometri da casa mia: tengo a precisare che si trattò di una mia scelta personale, ero giovane e ancora senza famiglia.

Ora sono entrata di ruolo già da molti anni, ma mi fa infuriare assistere alle 'deportazioni di massa' di colleghi precari che, per legittimi motivi personali, hanno deciso di rimanere appena laureati nella loro provincia.'

Scuola, l'esperienza toccante di una docente 

Monica prosegue così la sua disamina: 'Lo Stato non può comportarsi in questo modo, non può cambiare così le carte in tavola.

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Bisogna capire che un docente precario, spesso, ha dovuto superare più di un concorso a cattedra; è stato inserito in graduatorie a scorrimento nella propria provincia. Bisogna capire che, ogni anno, ha dovuto cambiare scuola ed adattarsi sovente a situazioni allucinanti come accettare spezzoni in più scuole con orari impossibili (chi è docente sa benissimo che l'ultimo arrivato è penalizzato nella formulazione dell'orario scolastico).

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Le speranze del precario, poi, sono riposte nel pensionamento ma, come sappiamo, dopo la legge Fornero sulle pensioni, l'insegnante sarà costretto a rimanere in servizio fino all'età di 67 anni se non è riuscito a maturare i fatidici quarant'anni di servizio.

Quindici o vent'anni di precariato sono tanti e hanno un valore: lo stato (non si tratta di un errore, la lettera minuscola viene usata intenzionalmente) avrebbe dovuto inserirli procedendo in maniera completamente diversa.'

News 3/9 su assunzioni scuola: 'E' una Follia, tutto questo è inaccettabile'

La lettera termina con queste frasi significative: 'Si tratta di insegnanti che hanno famiglie monoreddito, persone che sono costrette a lasciare la propria famiglia per trasferirsi in altri luoghi, costretti a dover affrontare doppie spese e lasciare genitori anziani da accudire.

E' una Follia (questa volta lo scrivo con la lettera maiuscola iniziale): non stiamo parlando di giovincelli perchè l'età media va dai 40 ai 50 anni. 

Tutto questo è inaccettabile: sono nauseata da questo modo di far politica ma anche dalla superficialità di alcuni commenti che ho letto in giro. La gente non conosce il mondo della scuola e parla per slogan e pregiudizi: la realtà scolastica è unica nel suo genere solo chi la vive può comprendere.'

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