Adesso sarà contento Sergio Chiamparino, il Governatore del Piemonte, che da mesi spingeva per sperimentare un sussidio da dare ai suoi corregionali più bisognosi di aiuto. In questi giorni è arrivata in Consiglio Regionale la proposta di creare un reddito minimo di inserimento per coloro che non hanno redditi sufficienti a garantire una vita dignitosa. La proposta mira ad essere approvata e messa in atto entro la fine dell’anno.

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Questo in attesa di buone nuove dalla prossima Legge di Stabilità del Governo Renzi, che potrebbe dar vita al famoso reddito di cittadinanza, ma che immaginiamo sia ben lontano dal diventare realtà, visti gli altri problemi che ha l’Esecutivo.

Come funzionerà il sussidio

Il Piemonte non sarebbe il primo Consiglio Regionale a dotarsi di questo reddito minimo. Infatti, la Regione Basilicata ha già fatto da apripista approvando il sussidio di 450 euro al mese da dare ai senza lavoro ed a quelli con redditi bassi, che scadrà la settimana prossima.

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Come per i lucani, anche per il reddito minimo del Piemonte, il sussidio non sarebbe fine a se stesso. L’erogazione del bonus, infatti, sarebbe condizionata alla partecipazione dei beneficiari a corsi di formazione e programmi di reinserimento nel mondo del lavoro. In termini pratici, la Regione dà una mano ad andare avanti, ma nel frattempo cerca ai partecipanti un nuovo lavoro, o cerca di dare una base per trovarlo più facilmente.

Il progetto prevede un sussidio di 600 euro al mese per tutti coloro che hanno un reddito personale inferiore ad euro 8.000 annui. Tra i requisiti che si prevedono, oltre a quelli reddituali, ci sarà la residenza in Piemonte da almeno 5 anni e la partecipazione alle attività predisposte per un numero di ore pari almeno all’80% di quelle previste.

Coperture, beneficiari e promotori

La proposta, così come è stata presentata, è di diversi colori, nel senso che è stata firmata da esponenti della lista Chiamparino, dai Moderati, da Sinistra Ecologia e Libertà ed anche da una parte del PD.

In attesa della discussione in Consiglio Regionale si conta di raggiungere, almeno inizialmente, circa 30 mila beneficiari. Ma il numero salirà sicuramente se si pensa che in Piemonte oltre 200mila persone sono alla ricerca di un lavoro. I costi di tutta l’operazione sarebbero di oltre 60 milioni di euro che saranno coperti con i fondi già a disposizione della Regione e con quelli proveniente da Governo e Comunità Europea.

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