Sappiamo per bocca del ministro al lavoro Giuliano Poletti che la discussione sugli interventi circa le Pensioni, per cambiare o semplicemente modificare, sarà affrontata in sede di Legge di Stabilità; siamo anche a conoscenza delle intenzioni del governo, per esplicita confessione del sottosegretario all'economia Pier Paolo Baretta che per la flessibilità nelle pensioni l’anticipo potrebbe essere introdotto in maniera graduale con tagli alle prestazioni legate al reddito; conosciamo il Renzi Matteo pensiero sulla flessibilità in uscita, che dovrà essere “a costo zero” per la finanza pubblica, sembrerebbe allora che il mosaico per l'attuazione degli interventi sul sistema pensionistico sia già a buon punto e ben organizzato. Ma non è proprio così.

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Dibattito sempre vivo sulle modifiche da apportare alla legge Fornero, ecco la nuova versione di Boeri

Difatti, ogni giorno il dibattito si arricchisce di nuove ipotesi e di chiarimenti che smentiscono ciò che fino ad oggi sembrava essere “vangelo” consolidato a cui credere per fede. Chi fino ad oggi ha sostenuto l'impraticabilità del piano del presidente dell'Inps Tito Boeri perché troppo penalizzante per i lavoratori (si è sempre stimato, difatti, che il ricalcolo previsto nel piano prevedesse una decurtazione dell'assegno pensionistico di circa il 30%), viene sbugiardato dallo stesso professore bocconiano, insigne economista. Vediamo come e perché.

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Il piano presentato al governo dal presidente Inps non è penalizzante, parola dello stesso Boeri.

La proposta di revisione e di modifiche da apportare al sistema pensionistico vigente normato dalla legge Fornero del dicembre 2011 del presidente dell’Inps presentato al Governo nel giugno scorso, come affermato dallo stesso Boeri, non è così oneroso quanto si voglia far credere. Il piano prevede un'equa decurtazione per chi sceglie di anticipare l'uscita, ritiro che non implica una riduzione dell’entità di cui si è parlato sino ad oggi, né il ricalcolo con il metodo contributivo.

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Pensioni Matteo Renzi

Anzi Boeri fa proprio riferimento al Renzi pensiero. E' proprio il premier il primo a sostenere  che la flessibilità debba avvenire ”a costo zero” per lo Stato.

Dunque, carte rimescolate? Tavolo ribaltato? C'è qualcuno che bara tra i giocatori di una partita che sembra non finire mai? Questo lo vedremo presto. La legge di stabilità è ormai alle porte e lo sapremo presto. La questione pensionistica ci terrà ancora per qualche giorno sulla graticola

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