Hanno del clamoroso le ultime dichiarazioni che si stanno susseguendo in queste ultime ore sul tema riforma Pensioni. Tutto è nato ieri con la notizia 'bomba' apparsa su Repubblica secondo cui, stando alle ultime indiscrezioni emerse da Palazzo Chigi, non vi sarebbero più le coperture finanziarie per poter mettere mano al riassetto della previdenza. Dopo una pioggia di critiche, emerse via web, da lavoratori indignati dal dietrofront e dai Sindacati, che si sono detti increduli alle indiscrezioni giornalistiche inerenti il rinvio della flessibilità, emergono le nuove dichiarazioni del Premier.

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Matteo Renzi, intervenuto nella trasmissione 'Porta a Porta',  ha precisato che la riforma si farà ma dovrà essere a somma zero. Dunque, chi pagherà per poter andare in pensione prima? Se lo Stato non potrà accollarsi questo onere, perché impossibilitato dalla mancanza di risorse, gli unici a potersi finanziare la pensione restano gli stessi lavoratori.

Novità riforma pensioni precoci: Renzi dice sì alla flessibilità, ma il prezzo da pagare è troppo alto

Purtroppo sta accadendo quello che molti lavoratori, forse più pessimisti, avevano giustamente ipotizzato.

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La riforma delle pensioni peserà sulle loro tasche. Se la flessibilità potrà essere concessa unicamente a 'costo zero', il meccanismo che lo potrà permettere andrà nella direzione del ricalcolo contributivo proposto da Boeri. Quanti sarebbero disposti ad uscire prima avendo un assegno decurtato del 30% o a rinunciare al 3-3.5% per ogni anno di anticipo? Certamente non i lavoratori precoci che continuano a chiedere a gran voce la Quota 41 senza penalizzazioni e limiti d'età.

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Pensioni

Non ci sono le coperture?

L'onorevole di Maio ha postato su Facebook un interessante modo per reperirle, eccovi un breve estratto del post, visibile integralmente sulla sua pagina ufficiale.

' Ci stiamo battendo per un' altra vergogna. Le pensioni dei parlamentari: bastano 5 anni in parlamento perché i politici maturino la pensione a 65 anni. Ma c'è anche lo sconto: per ogni anno che siedono in parlamento oltre i 5 anni, vanno in pensione un anno prima!

E' come se vi dicessero che per ogni anno di lavoro in più che farete, andrete in pensione un anno prima. Bello eh? Claudia Mannino ci ha lavorato tutta l'estate e nei prossimi giorni presenteremo la proposta in Ufficio di Presidenza per farla approvare.

E ancora ' In questi palazzi ci vorrebbe una cura choc per fargli capire quanto siano distanti dalla realtà. Vorrei vederli vivere con una pensione minima, sentire cosa provano a rovistare tra gli scarti dei banchi del mercato ogni settimana per riuscire a mettere un piatto in tavola'.

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Il post in 23 ore ha ottenuto una pioggia di like e commenti, oltre a ben 16.800 condivisioni, segno evidente che i lavoratori precoci e non appoggiano in toto il pensiero di Luigi Di Maio. Prima del 9 settembre, per paura di una 'sommossa popolare' , a cui i precoci sono vicini, ci sarà l'ennesimo cambio di rotta del Governo o ormai il 'dado è tratto'?

 

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