Immaginate per un attimo di poter rendere il vostro lavoro più agile, più flessibile, attraverso un diverso approccio alla gestione dei tempi, di stabilire voi come svolgere ciò che ogni giorno invece vi viene suggerito di portare a termine. Ecco che molto presto tutto questo potrebbe diventare realtà. E sebbene non siano mancate le iniziative da parte di aziende di prestigio quali Microsoft, Vodafone, Siemens, Intesa Sanpaolo, e alcuni comuni (come Milano) di collaudare, con vari progetti già avviati, il cosiddetto “smart working”, è ufficiale la notizia che il Governo si sta occupando di disciplinarne gli aspetti essenziali.Insieme alla Legge di stabilità, l’esecutivo ha presentato infatti un disegno di legge sul lavoro autonomo che prende in considerazione anche il “ lavoro agile”.
Il progetto di legge definisce innanzitutto in che cosa consiste appunto lo “smart working”. L’obbiettivo è quello di colmare un vuoto normativo, visto che fino ad oggi si sono utilizzate come tappabuchi varie leggi (come ad esempio quella sul part-time) per disciplinare una forma di lavoro che necessitava di esser regolamentata in modo organico. Tale innovazione normativa è stata forgiata per rispondere all’esigenza di pensare il lavoro in chiave più moderna, dinamica, libera.
Strade aperte ad un nuovo modo di vedere e vivere il lavoro
Ed è proprio la libertà ciò che caratterizza lo "smart working". Il disegno di legge prevede appunto che, nel momento in cui datore di lavoro e lavoratore stipulano tale contratto, saranno loro stessi a disciplinare le modalità di esecuzione della prestazione resa sia fuori dai locali aziendali sia la parte che deve esser svolta all’interno degli stessi locali.
Allo stesso continuerà ovviamente ad applicarsi la disciplina dalla legge e dalla contrattazione collettiva, in tema di vincoli di orario.
L’idea di superare la rigidità, dando molto più spazio alla flessibilità, comporta una serie di vantaggi sia per il lavoratore che per il datore di lavoro. Ed è forse questo il motivo per cui il 17% delle grandi imprese italiane, quest’anno, ha avviato progetti organici di “smart working” e il 14% sta pensando di sperimentare tale nuova forma di lavoro al fine di avviare dei progetti dello stesso tipo. Segno evidente che lo “smart working” sta cominciando ad andare di moda e presto forse in futuro anche fra le PMI si diffonderà di più.
Lo "smart working" va forse di moda ?
Al di là del fatto se andrà o meno di moda, quello che è più importante è che tale forma di lavoro permette alle aziende di valorizzare il fattore umano attraverso uno strumento che concilia obiettivi di business ed esigenze dei singoli lavoratori che vengono coccolati, perché viene loro fornita la possibilità di utilizzare strumenti digitali come tablet, Pc portatili, smartphone, nonché la possibilità di servirsi di social network, blog, forum e web conference.
Le chiavi di volta dello “smart working” sono infatti: condivisione, drastica riduzione delle scrivanie aziendali e flessibilità di orario.E sebbene sia ancora lontano il cammino verso una rivoluzione che incida profondamente sullo schema organizzativo di lavoro così come concepito nel nostro paese, i segnali in questa direzione ci sono tutti.
Non possiamo scordarci di ricordare infatti che sta prendendo piede anche l'uso del coworking, luoghi che tutti coloro che vogliono sperimentare un'esperienza di lavoro smart possono utilizzare. Per ulteriori informazioni premi il tasto segui sopra accanto il nome.