Una legge di Stabilità che fa acqua da tutte le parti, a cominciare dai mancati interventi per la riforma Pensioni. Almeno così è secondo la Cgil di Susanna Camusso pronta insieme agli altri sindacati alle mobilitazioni di autunno per chiedere all'esecutivo di cambiare rotta sulle misure per il lavoro dei giovani e la pensione anticipata ai sessantaduenni. Una finanziaria, quella mandata oggi dal Governo Renzi al vaglio del Capo dello Stato e attesa in Parlamento dove già si annunciano richieste di modifica, che punta tutto sulla riduzione delle tasse ma che non crea lavoro, ha spiegato in sintesi il leader del sindacato rosso elencando diversi punti critici della manovra di bilancio.

Legge di Stabilità e riforma pensioni, intervento di Susanna Camusso

"Non c'è traccia - ha detto oggi a Cremona alla settima edizione degli Stati generali della Cgil lombarda - di provvedimenti per il Mezzogiorno e le pensioni. Non ci sono - ha sottolineato - scelte di investimento". La manovra di bilancio, secondo la Cgil, si muove solo sulla riduzione delle tasse alle imprese ma non crea nuova occupazione. Il segretario del sindacato rosso ha criticato anche il "rallentamento della lotta all'evasione fiscale" e "l'innalzamento a 3.000 euro del tetto per il contante".

"Una scelta sbagliata - ha commentato la Camusso - come è sbagliata la decisione - ha proseguito - di non offrire risposte sui temi delle pensioni e dei contratti pubblici. Ma anche - ha aggiunto - delle condizioni di lavoro e della necessità di innescare processi positivi a sostegno - ha ribadito - dell'occupazione giovanile".

Pensioni, i sindacati pronti alla mobilitazione contro il Governo Renzi

La Camusso ha inoltre delineato un contesto generale in cui la rappresentanza sindacale "è sotto attacco - ha detto riferendosi agli atteggiamenti di Matteo Renzi nei confronti dei sindacati - nella sua stessa ragion d'essere di soggetto di rappresentanza sociale". Ma i sindacati non ci stanno, non solo la Cgil: anche la Cisl e la Uil che in questi giorni hanno criticato all'unisono il rinvio delle misure per la flessibilità verso nuove formule per il prepensionamento.

Le organizzazioni sindacali rivendicano il proprio ruolo di rappresentanza sociale e preannunciano nuove manifestazioni di protesta, non è da escludere la proclamazione di uno sciopero generale. "Se hanno bisogno di noi - ha detto la Camusso - non possono pensare di prenderci a schiaffi. L'anno scorso - ha aggiunto - abbiamo sopportato, questa volta - ha evidenziato il leader della Cgil - sarà tutto molto diverso". Intanto, una nuova manifestazione a Roma per contestare le politiche dell'esecutivo si pensioni e lavoro sarà promossa dalla Fiom che ha dato mandato in questo senso al segretario generale Maurizio Landini.

L'iniziativa si svolgerà nel mese di novembre a Roma, probabilmente giorno 21 (ancora la data è da stabilire) "con la più ampia partecipazione possibile".

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