Pare che il governo abbia fretta di chiudere il prima possibile la manovra finanziaria. Dovrebbe essere anticipato al 14 ottobre (e non più al 15) il cdm convocato per varare la legge di Stabilità 2016 che dovrebbe affrontare in parte anche il capitolo pensioni. Secondo quanto si apprende da "fonti governative" rilanciare dall'agenzia di stampa Public Policy, già lunedì prossimo, 12 ottobre, si svolgerà un primo consiglio dei ministri, durante il quale si farà il punto della situazione finale sulla bozza della legge di bilancio in vista della riunione del 14 ottobre quando il testo dovrebbe essere varato dal governo per essere mandato entro il termine del 15 ottobre a Bruxelles.

Legge di Stabilità, il 14 ottobre si riunisce i consiglio dei ministri

Tecnici e politici del Mef, del ministero del Lavoro e di Palazzo Chigi sono al lavoro in queste ore sui vari capitoli della legge di Stabilità. I provvedimenti che vengono dati per certi sono quelli che aboliranno la Tasi per tutti sulla prima casa e l'Imu agricola su terreni e imbullonati, sul fronte fiscale si sta ancora valutando se ed eventualmente come impiantare la local tax. Tra le ipotesi allo studio anche l'anticipazione al 2016 della riduzione dell'Ires promessa dal premier Matteo Renzi; una riduzione che comunque sarebbe solo parziale e costerebbe qualcosa come 5miliardi di euro.

Risorse che accorciano la "coperta" della legge di bilancio. Resta comunque ancora aperto, come ha confermato oggi il ministri del Lavoro Giuliano Poletti, il capitolo della riforma Pensioni.

Flessibilità per i prepensionamenti, diverse ipotesi allo studio

Si punta a introdurre nuove forme di flessibilità per i prepensionamenti sia per i lavoratori del settore privato che per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, la cui età pensionabile deve essere uguale, come ha detto oggi il ministro della Pa Marianna Madia.

Nella manovra finanziaria ci saranno la proroga dell'opzione donne e la salvaguardia degli esodati, ma restano molti nodi da sciogliere, soprattutto calcoli e simulazioni da fare, sulle diverse ipotesi di flessibilità in uscita dal lavoro. Non piace né ai sindacati né alle organizzazioni delle piccole imprese la proposte di prestito pensionistico che circola con più insistenza nelle prossime ore. E' possibile che l'esecutivo decida di affrontare la questione in un provvedimento ad hoc collegato alla manovra di bilancio.

Lega contro il prestito pensionistico: tassa di Renzi alle imprese

Nel frattempo, le opposizioni continuano a criticare le proposte del governo in materia previdenziale. "E' il solito gioco delle tre carte di Matteo Renzi ha - dichiarato il capogruppo della Lega Nord in commissione Lavoro, Roberto Simonetti - che annuncia tutto e il contrario tutto". Il parlamentare leghista ha definito quella sul prestito previdenziale una "proposta irricevibile in contrasto - ha detto Simonetti - con la volontà dichiarata dall'esecutivo di sostenere le imprese per rilanciare l'occupazione per far ripartire l'economia.

Con il prestito aziendale "si scarica il costo della flessibilità in uscita sui datori di lavoro".

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