Si apre una settimana destinata a risultare decisiva per il tema della flessibilità previdenziale, visto che a partire dalla metà di ottobre cominceranno le discussioni relative alla redazione della legge di stabilità 2016. Il Governo è chiamato a dare risposte ai tanti lavoratori che vivono una situazione di disagio attraverso un'azione di riforma strutturale, che possa garantire le tutele previdenziali ai tanti lavoratori rimasti bloccati in una situazione di stallo sin dal lontano 2011. Precoci, esodati, opzione donna, quota 96 della scuola, quindicenni, sono solo alcune delle situazioni che attendono un intervento di tutela, mentre sullo sfondo restano comunque presenti tutti coloro che hanno perso il lavoro in età avanzata, oltre ai giovani rimasti disoccupati perché tagliati fuori dai meccanismi di turn over.

Una platea che attende ormai da anni invano l'apertura alla flessibilità nei meccanismi di pensionamento e che si deveancora una volta confrontare con le esigenze di tenuta dei conti, visto che l'esecutivo si è detto possibilista verso l'adozione di maggiore flessibilità, ma solo a patto di costruire una riforma ad impatto zero per le casse pubbliche.

Riforma pensioni: ecco le ipotesipiù commentate per la legge di stabilità 2016

Stante la situazione, l'ipotesiche sembra attualmente più probabile è quella risalente alle ultime settimane, secondo la quale si starebbe studiando un anticipo di circa 36 mesi rispetto ai requisiti delle Pensioni di vecchiaia.

I lavoratori dovrebbero accettare anche una decurtazione della pensioni del 4% per ogni anno mancante rispetto agli attuali requisiti di uscita. Non è chiaro se questa misura dovrebbe affiancarsi o essere alternativa alla salvaguardia degli esodati e delle lavoratrici con opzione donna. Dalla Commissione lavoro alla Camera si insiste invece sulla cosiddetta quota 97, caratterizzata dal pensionamento anticipato con 35 anni di versamento, 62 anni di età e una penalizzazione massima del 8%.

Mentre per i lavoratori precoci il Presidente della Commissione Damiano propone un meccanismo di uscita con 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall'età anagrafica raggiunta dal lavoratore. Per capire quali misure saranno davvero adottate, non resta che attendere i prossimi giorni, quando inizierà il dibattito definitivo sulla LdS 2016.

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