Le ultime novità sulla Riforma pensionitoccano diversi punti: la flessibilità è approvata, ma non per tutti, viene confermato il prestito pensionistico per i lavoratori che hanno perso il lavoro e per chi ha una determinata anzianità di servizio, viene offerta anche la salvaguardia per gli esodati. Vengono toccati temi quali l'Opzione Donna e la ricongiunzione e la totalizzazione dei contributi corrisposti a diverse gestioni provvidenziali.

Tutti i temi trattati sono di vitale importanza per gli appartenenti ad ognuna delle categorie citate: molti lavoratori attendono risposte, alcuni anche da anni ed è giusto che lo Stato offra una tutela a chi ha lavorato ed ha dirittodi andare in pensioneper anzianità di servizio.

Legge Stabilità '15: flessibilità e prestito pensionistico

La Legge di Stabilità 2015 non promuove la flessibilità per tutte le categorie, ma solo per alcune di esse: garantire una tale situazione a tutti i lavoratori risulterebbe troppo oneroso. Si sta valutando unanuova forma di prestito pensionistico che riguarderà due diverse categorie: i lavoratori anziani ed i lavoratori che si sono trovati disoccupati. I primi appartengono a quella fascia di lavoratori ai quali mancano pochi anni per andare in pensione, mentre i secondi sono i lavoratori che non possono più beneficiare degli ammortizzatori sociali.

Effettuando una modifica all'articolo 4 della legge Fornero2012, chegarantisce un'uscita economica per i lavoratori assunti in imprese che vantano un organico superiore ai 15 lavoratori dipendenti, viene concesso all'imprese stesse di versare il corrispettivo economico dei contributi e dell'assegno pensionistico del lavoratore, anticipatamenterispetto al tempo reale nel quale il lavoratore si ritroverebbe ad avere la possibilità di andare in pensione.

Tale anticipo viene restituito al datore di lavoro tramite una piccola rata trattenuta sull'assegno pensionistico erogato dall'Inps al pensionato stesso.

Per quanto riguarda invece i lavoratori che si sono trovati senza occupazione, qualsiasi sia la motivazione, essi riceverebbero un analogo prestito ma finanziato non dal datore di lavoro bensì dall'Inps. Le modalità di recupero di tale prestito sono le stesse di quelle dei lavoratori anziani.

Esodati ed Opzione Donna: le novità

Lasettima salvaguardia non chiude definitivamente il tema esodati: non sono ancora bene chiare le cifre che fanno da riferimento a questa fetta di lavoratori ma Padoan promette di usare i soldi recuperati con le sei precedenti forme di salvaguardia per coprire i costi che lo Stato si troverà ad affrontare.

L'Opzione Donnamira a tutelaretutte le lavoratrici che, entro il 31 dicembre 2015, hanno maturato il diritto alla pensione. Non viene più tenuto conto del calcolo effettuato secondo i criteri dell'Inps, che riconosce la pensione anticipata solo alle donne che potevano vantare almeno 35 anni di contributi ed un'età anagrafica di minimo58 anni o il prepensionamento solo alle lavoratrici che hanno maturato i requisiti entro maggio o novembre 2014. Secondo invece quest'ultima modifica la data definitiva per avere i giusti requisiti sarebbe il 31 dicembre 2015.

I punti chiave dell'Opzione Donna potrebbero essere utilizzati per una particolare forma di pensionamento anticipato con le seguenti caratteristiche: diritto alla pensione, se si ha raggiunto un'età anagrafica di 62/63 anni, se si hanno 35 anni di contributi e con una decurtazione finale sull'assegno percepito di circa il 10%.