Oramai appare piuttosto chiaro. Il premier Renzi non ha detto la verità, o quanto meno l’ha detta solo in parte. Le ultime news sulle pensioni 2016 aggiornate ad oggi 26 novembre si rifanno di fatti ai soliti ‘balletti’ sulle potenziali correzioni alla Legge di Stabilità, che fino a qualche settimana dal proprio varo era stata additata da molteplici attori e protagonisti politici (Renzi in testa) come il mezzo tramite il quale poter finalmente riassestare il sistema previdenziale italiano. Niente di più falso.

Ogni intendimento è rimasto lettera morta con la conseguenza che le Commissioni Lavoro di Camera e Senato, nelle persone di Damiano e Sacconi, si sono coalizzate per costringere il premier a rivedere i propri passi. Entrambi vorrebbero un abbozzo di prepensionamento da perseguire fin da subito, entrambi vogliono una Legge di Stabilità che da un punto di vista previdenziale e sociale possa risultare ‘nuova’ dopo il passaggio alla Camera, entrambi vorrebbero più rispetto per certe categorie - pensiamo ai precoci - che sono state totalmente ignorate.

Anche la UIL si è nuovamente scagliata contro Renzi, ma sull’effettivo comportamento tenuto dai sindacati (e sull’utilità di tale condotta) ad oggi la cosa migliore da fare appare tacere.

Ultime novità pensioni 2016 oggi 26 novembre: Damiano e Sacconi vogliono il prepensionamento - Renzi, serviva più onestà

‘La Legge di Stabilità entra in discussionequesta settimana alla Camera. Per migliorare la parte più debole della manovra, quella dell’equità sociale, bisogna intervenire su previdenza e lavoro’ ha sottolineato il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, che soffermandosi sulle ultime notizie relative alle pensioni 2016 aggiornate ad oggi 26 novembre ha tenuto ad evidenziare la necessità di intervenire sulla legge che certifica il bilancio dello Stato.

Secondo il Damiano pensiero ‘va rafforzata la parte della Stabilità più significativa, quella che punta alla crescita, prevedendo l’eliminazione delle penalizzazioni per chi ha abbandonato la professione prima del 2015’. Sacconi dal canto suo ha invece sottolineato come la Camera dovrà garantire ‘la piena sostenibilità dei conti pubblici in sede di esame della Legge di Stabilità’. Obiettivo questo al quale se ne affianca uno ancor più importante, quello di superare ‘le tre inefficaci misure dedicate alla staffetta con una norma semplice di prepensionamento per un massimo di tre anni’.

Una Legge di Stabilità così ‘nulla’ non può non far tornare indietro nel tempo a quando il premier Renzi la ergeva a vessillo del futuro (e allora imminente) cambiamento di scenario in ottica previdenziale. Nulla di tutto questo è accaduto, dunque delle due l’una: o Renzi ha bluffato di proposito o uno degli organi tecnici che ad oggi sembrano contare più del Parlamento ne hanno bloccato l’iniziativa.

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Riforma pensioni 2016, news oggi 26 novembre: l’UIL difende le donne, precoci delusi

Parlando sempre di previdenza e riforma pensioni 2016 anche il ruolo delle donne appare sempre più delicato. A difenderne la posizione è stata la UIL, con il segretario Proietti ad aver amaramente evidenziato come l’attuale legge previdenziale ne ‘peggiori le condizioni sociali’. Da anni lo Stato non fa che ‘sfruttare’ i pensionati - ha continuato Proietti - 'realizzando operazioni di cassa sulle spalle di tutti, lavoratrici comprese’.

Che dire, il dibattito previdenziale prosegue con la stessa verve di sempre ma l’impressione è che si sia finiti dentro ad un labirinto da cui appare impossibile uscire senza un deciso cambio di prospettiva. Renzi and co. dovrebbero iniziare ad utilizzare una maggiore onestà intellettuale senza alimentare le speranze di un popolo - pensiamo ai lavoratori precoci e a come sono stati trattati - che attende con sempre maggiore ansia il responso del Palazzo. Un Palazzo che guarda sempre più a se stesso e sempre meno al bene comune.

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