Le ultime notizie aggiornate al 24/11 su pensione anticipata uomini e donne giungono da un importante documento presentato dalla CGIL nel corso dell'audizione alla Commissione Lavoro della Camera. Si tratta della documentazione presentata ieri 23/11 alla Camera durante l'indagine conoscitiva in termini di genere della normativa previdenziale e sulle disparità esistenti in materia dei trattamenti pensionisticitra uomini e donne. Le parti sindacali in generale hanno puntato il dito sulla riforma Pensioni Monti -Fornero entrata in vigore nel 2011, che ha aumentato inesorabilmente l'asticella anagrafica per poter accedere alla pensione, creando notevoli disagi ai lavoratori ed in particolare alle donne, le più duramente colpite da questo brusco aumento anagrafico.

Uil: concedere flessibilità in uscita tra 63 e 70 anni

Per questa ragione la Uil ha proposto di prendere in seria considerazione l'ipotesi di una flessibilità in uscita, che reintroduca davvero la possibilità di accedere alla pensione in un range tra i 63 e i 70 anni per uomini e donne, senza imporre vincoli troppo stringenti legati ai requisiti contributivi da maturare. Le donne infatti, spesso non per scelta, hanno carriere più frammentate e discontinue e vengono eccessivamente penalizzate dalla rigidità del sistema pensionistico attuale.

La Cgil, dal canto suo, ha redatto, come dicevamo poc'anzi, un documento in cui avanza le sue proposte di pensione anticipata per uomini e donne. Ecco le principali nel dettaglio.

Uscita anticipata uomini e donne: ultime proposte Cgil

Così inizia il documento diffuso ieri dalla Cgil "I dati Istat e Inps sulle pensioni ci dicono che le donne sono titolari di pensioni “povere”. Le pensioni, lo sappiamo, sono lo specchio della vita lavorativa delle persone".

Per questa ragione è bene terminare questa sorta di 'accanimento infinito nei confronti delle donne' sottolinea nella documentazione la Cgil. Necessario prima di tutto consentire a tutte lelavoratrici che matureranno i requisiti entro il 31/12/2015 di poter accedere al regime sperimentale 'opzione donna', non è ammissibile che alcune solo perché nate nell'ultimo trimestre del 58, per pochi mesi di differenza alla nascita, restino fuori dalla legge 243/2004.

La norma relativaall'incremento dell'età deve essere cancellata. Deve essere ripristinata la flessibilità dell'età pensionabile, eliminando per uomini e donne anche l'incremento automatico legato alla speranzadi vita, che sposta sempre più avanti l'accesso alla pensione. È necessario inoltre che il diritto alla pensione anticipata per uomini e donne sia raggiungibile attraverso una contribuzione massima di 41 anni di versamenti, senza che questo porti a penalizzazionio a limiti legati all'età. Si legge altresì tra i punti proposti dalla Cgil la necessità di modificare i coefficienti di trasformazione del montante contributivo che non dovrebbero essere calcolati su un'attesa di vita media, ma scindendo i vari lavori, che chiaramente non sono tutti uguali e condizionano le attese di vita,che come mostrano studi epidemiologici sono diverse anche a seguito del lavoro che si fa.

Questi i principali punti, poi Il documento finisce facendo presente che è fondamentale agire al fine di poter garantire una pensione anche ai giovani e a chi ha carriere discontinue, affinché si recuperi fiducia nel sistema previdenziale pubblico.

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