Vi ricordate quando l'Inps, prima dell'estate, si occupò dell'emanzione di un documento sulla riforma del sistema pensionistico? Il contenuto di quel rapporto non venne mai divulgato da Tito Boeri, presidente dell'INPS. Finalmente, in queste ore, sono state evidenziate le proposte dell'Istiuto di Previdenza sulle pensioni e sull'assistenza sociale. Uno dei punti cruciali è il cosiddetto reddito minimo di 500 euro per le persone oltre i 55 anni, in condizioni di disagio economico.

Il ministero del Lavoro rimanda la discussione sulle proposte di Boeri

Boeri ipotizza che il finanziamento di questa proposta, debba provenire da un prelievo sulle pensioni d'oro e da uno stop ai sostegni assistenziali per le famiglie con un reddito alto.Il ministero del Lavoro ha specificato che ritiene utili le indicazioni da parte dell'INPS ma ha deciso di rimandare la discussione in un altro momento, dato che i provvedimenti andrebbero ad intaccare le finanze degli italiani con costi sociali piuttosto elevati. Per attuare quanto proposto da Boeri sarebbe necessario ricercare le risorse finanziarie in un'altra maniera, ma al momento non ci sarebbe la possibilità. Sulla stessa 'lunghezza d'onda', il pensiero del premier Matteo Renzi.

Maurizio Sacconi critico nei confronti del rapporto Inps

Il presidente del Consiglio è convinto che tagliare le pensioni più alte sarebbe comunque uno sbaglio, in un momento in cui agli italiani bisogna darefiducia. La Legge di Stabilità, in discussione al Senato, non ha al suo interno alcun provvedimento sul fronte pensioni, ad eccezione del sistema part-time. Ci potrebbe essere, nell'ambito della discussione che si svolgerà nei prossimi giorni, la possibilità di rivedere il riordino delle forme di assistenza. Tornando al contenuto del rapporto dell'INPS, Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro al Senato, è abbastanza critico sulle idee presenti nel documento, sopratutto per quello che riguarda l'applicazione retroattiva del sistema contributivo agli assegni previdenziali dei pensionati.