È stato bocciato l'emendamento di Santini (Pd) per aiutare chi era rimasto disoccupato, con soli 5 anni di distanza dalla pensione di vecchiaia o dalla pensione anticipata. Un no fermo anche alla quota 100, proposta dal M5S e cara a Cesare Damiano. Restano in forse solo le rettifiche sull'Opzione Donna e sui Precoci. Nei prossimi giorni si attendono sviluppi in merito.

No al prestito previdenziale ed alla quota 100

La Commissione di Bilancio di Palazzo Madama ha dichiarato non attuabile la rettifica alla Legge di StabilitàdiGiorgio Santini: essa era incentrata sulprestito previdenziale.

Egli voleva garantire un micro prestito, di circa mille euro, per consentireun mensile sicuro e dignitoso a quei lavoratori ai quali mancavaun lasso di tempo relativamente breveper accedere alla pensione. Una volta che essi avessero raggiunto i requisiti necessari per potervi accedere, avrebbero dovuto restituire il prestito previdenziale avuto, tramite piccoli prelievi rateosulla pensione. La bocciatura è motivata con problematiche relative alla copertura economica.

Non da meno la quota 100 voluta dal M5S e da Cesare Damiano, Presiedente della Commissione Lavoro della Camera. Tale proposta era contenuta, all'origine, nel ddl 2945 di Damiano: egli voleva garantire tutela a quella fascia di lavoratori iscritti alla AGO o ai fondi sostitutivi consentendo un accesso anticipato alla pensione. Il ddl voleva rendere ancora attuabile la proposta di pensione di vecchiaia con una maggiore flessibilità a partire dai 62 anni d'età.

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Pensioni M5S

Era volontà di Damiano rendere ancora fattibile l'opzione delle quote: ovvero, sommare l'età anagrafica con gli anni di contributi versati. Nel progetto di Damiano i lavoratori avrebbero dovuto almeno vantare 62 anni d'età anagrafica e 35 anni di contributi versati con l'aggiunta del perfezionamento della quota 100, attivabile con le seguenti varianti:62 anni e 38 anni di contributi, con 63 anni e 37 di contributi, ancora con 64 anni e 38 di contributi o con 65 anni e 35 anni di contributi.

Opzione Donna e Precoci restano in forse le rettifiche

Restano in lista solo gli emendamenti in merito all'Opzione Donna ed ai Precoci. L'Opzione Donna ha decorrenza finale il 31 dicembre 2015: gli emendamenti riguardano la volontà di includere anche le ultime nate nel 1958, le donne nate nel 4° trimestre. Per avere accesso a tale opzione è necessario avere compiuto almeno i 57 anni anni e tre mesi d'età anagrafica con 35 anni di contributi, se si è lavoratrici dipendenti; se si è lavoratrici autonome, è necessario avere 58 anni e tre mesi d'età anagrafica e 35 anni di contributi.

Va precisato che, in base alla Circolare Inps 53/2011, in merito alla finestra mobile in vigore, l'assegno verrà erogato dopo 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e dopo 18 per le lavoratrici autonome.

Per iPrecoci la situazione resta in stallo: essi trovano ingiusto non potere accedere alla pensione dopo avere versato 41 anni di contributi ed avere iniziato a lavorare a 15/16 anni. Molti gli emendamenti presentati a loro favore, ma per loro nulla sembra muoversi.

Nel mentre Damiano chiede maggiore flessibilità in uscita: egli presenta il suo ddl nel quale chiede che sia concessa l'uscita dal mondo del lavoro con 62 anni d'età, 35 anni di contributi e con una penalizzazione non superiore all'8%. Tutto ciò sarà sufficiente a garantire tutela?

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